Qualità degli alimenti per celiaci: nota AIC sulle recenti informazioni diffuse dai media

Alcuni mezzi di comunicazione hanno recentemente riportato la notizia circa i risultati di una indagine condotta in Spagna che evidenzierebbe come i prodotti senza glutine presentino un contenuto maggiore in grassi e minore in proteine rispetto ai loro omologhi convenzionali e come questo possa potenzialmente contribuire al problema dell’obesità infantile. In realtà, i risultati dell’indagine non sono ancora stati resi pubblici, ma queste sono le informazioni diffuse dai ricercatori ad un recente convegno medico internazionale. L’indagine è stata condotta in Spagna ma non è ancora stata pubblicata (quindi non è stata ancora soggetta a verifica scientifica di terza parte, come tutti gli studi pubblicati su rivista scientifica) e avrebbe comparato circa 600 prodotti con e senza glutine. Alcuni articoli di stampa sono piuttosto allarmanti suggerendo che i prodotti specificamente formulati per celiaci abbiano valori nutrizionali peggiori dei prodotti tradizionali con glutine o addirittura che la dieta senza glutine nel suo complesso non sia sana o pericolosa per la salute.

Queste informazioni differiscono parzialmente da una recente e analoga indagine svolta da AIC comparando i principali prodotti senza glutine presenti sul mercato italiano con i loro analoghi tradizionali (pasta, pane, biscotti, fette biscottate, merendine, sostituti del pane come cracker e grissini, farine) su un campione altrettanto rappresentativo. Lo studio AIC è oggi in fase di pubblicazione su rivista scientifica internazionale.

I risultati dell’indagine AIC si allineano con i dati presenti in letteratura e con il recente studio spagnolo riguardo il minor contenuto proteico negli alimenti senza glutine. Un aspetto non sorprendente considerando gli ingredienti usualmente utilizzati per sostituire le farine contenenti glutine e che non deve preoccupare: gli alimenti come il pane o la pasta non sono considerati la fonte principale di proteine, che dovrebbero essere assunte nella dieta soprattutto attraverso il consumo di legumi, uova, latte e latticini, pesce, carne, tutti alimenti permessi ai celiaci. Gli stili di vita contemporanei, inoltre, non presentano il rischio di carenze di proteine, piuttosto si assiste spesso a comportamenti alimentari che possono portare ad un consumo eccessivo di proteine.

I dati raccolti da AIC, inoltre, non appaiono del tutto concordi rispetto ai risultati dell’indagine condotta in Spagna, soprattutto in relazione al contenuto di grassi totali per i quali non si sono evidenziate differenze statisticamente significative tra il campione senza glutine e quello con glutine. I dati AIC  hanno rilevato alcune differenze, non sempre a discapito dei prodotti senza glutine (in diversi casi, infatti, i prodotti senza glutine presentano valori nutrizionali migliori degli analoghi convenzionali), nel contenuto calorico, di zuccheri semplici o di grassi saturi, fibra e sale, che non possono essere estese indiscriminatamente a tutte le categorie di alimenti per celiaci considerate né a tutti i prodotti senza glutine presenti sul mercato.

Alcune differenze, infatti, non risultano significative sotto il profilo pratico, e possono essere facilmente compensate con una corretta gestione della dieta e una scelta consapevole degli alimenti. I risultati italiani confermano infatti come i prodotti senza glutine presentano un profilo nutrizionale sostanzialmente sovrapponibile a quello degli analoghi convenzionali, salvo qualche eccezione, in “negativo” o “in positivo”, che possono essere facilmente gestite dal consumatore-paziente.

Secondo recenti studi i pazienti con celiachia mostrano una prevalenza più bassa di sindrome metabolica e diabete mellito di tipo 2 rispetto alla popolazione generale (1), inoltre i bambini celiaci sovrappeso e obesi che seguono la dieta senza glutine sono significativamente meno del campione non affetto da celiachia(2). Questo potrebbe significare che i bambini celiaci tendono a seguire con più attenzione la dieta.

In linea generale è comunque importante che i soggetti con celiachia vengano seguiti da figure professionali qualificate ed educati ad una corretta gestione della propria dieta tramite il counseling nutrizionale di un dietista per garantire una buona compliance alla terapia dietetica che permetta di seguire una dieta bilanciata che preveda la combinazione di alimenti naturalmente senza glutine e prodotti sostitutivi senza glutine. È importante infatti ricordare che anche se queste notizie possono creare preoccupazione, l’indagine spagnola ha analizzato specifici alimenti e non la dieta senza glutine nel suo complesso che è costituita, in larga parte, da alimenti naturalmente senza glutine, come frutta e verdura, cereali come il riso, il mais, la quinoa, l’amaranto, il latte e i formaggi, le uova, il pesce, la carne.

Non solo non è opportuno demonizzare in maniera generalizzata gli alimenti specificamente formulati per celiaci, ma va ricordato che il consumatore celiaco ha ormai la facoltà di scegliere, analogamente alla popolazione generale, tra un vasto assortimento di prodotti, sulla base della loro formulazione e attraverso la lettura delle etichette, come strumento tutelante per il consumatore nella scelta del prodotto. Come per la popolazione generale, è importante che il consumatore celiaco sia informato e istruito alla lettura consapevole delle etichette, ricordando che eventuali differenze sui valori nutrizionali tra prodotti senza glutine e con glutine sono da valutare anche per porzione e da contestualizzare all’interno della propria giornata alimentare, anche in relazione alle frequenze di consumo.

Per AIC è importante l’educazione alimentare del paziente celiaco come anche continuare a stimolare l’industria al miglioramento degli alimenti specificamente formulati per celiaci, incentivando il percorso che negli anni ha portato ad un significativo sviluppo delle qualità organolettiche e nutrizionali degli alimenti. Ad esempio, AIC ha recentemente proposto la definizione di specifici protocolli tra produttori e Ministero della Salute, come quelli già sottoscritti tra Ministero della Salute e AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari), AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce E della Pasta Italiane), ASSOBIBE (Associazione Italiana tra gli Industriali delle Bevande Analcoliche), CONFIDA (Associazione Italiana Distribuzione Automatica), FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) per migliorare le caratteristiche nutrizionali dei prodotti alimentari rivolti alla popolazione infantile (3 – 12 anni), che definiscono precisi impegni del settore produttivo per il contenimento degli zuccheri, grassi saturi e sale e un costante sforzo per rimodulare le porzioni e a offrire informazioni aggiuntive in etichetta. Secondo la proposta AIC, analogo strumento potrebbe essere adottato per i prodotti specificamente formulati per celiaci con l’obiettivo di un ulteriore sforzo dell’industria al miglioramento qualitativo di questi alimenti.

 

Note

  1. Kabbani TA, Kelly CP, Betensky RA, Hansen J, Pallav K, Villafuerte-Gálvez JA, Vanga R, Mukherjee R, Novero A, Dennis M, Leffler DA, Patients with celiac disease have a lower prevalence of non-insulin-dependent diabetes mellitus and metabolic syndrome. Gastroenterology 144(5):912-917; 2013.
  2. Brambilla P, Picca M, Dilillo D, Meneghin F, Cravidi C, Tischer MC, Vivaldo T, Bedogni G, Zuccotti GV, Changes of body mass index in celiac children on a gluten-free diet. Nutr Metab Cardiovasc Dis 23(3): 177-82; 2013.

 

 

 

 

pubblicato in data 5/6/2017

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