Comunicato Stampa

Scarica il Comunicato Stampa
Scarica la Rassegna Stampa

In occasione della Settimana Nazionale della Celiachia, dall’11 al 19 maggio, l’Associazione Italiana Celiachia (AIC) fa il punto sulla necessità di migliorare le diagnosi.

Celiachia, rallentano le nuove diagnosi:
Solo 8000 in più nel 2017, il tasso di crescita più basso dal 2008 ad oggi

Lo rivelano i dati della Relazione Annuale sulla celiachia presentata al Parlamento dal Ministero della Salute: nel 2017 le nuove diagnosi sono state solo 8000 in più rispetto all’anno precedente, nel 2016 erano state 15.500 in più in confronto all’anno prima. La scoperta dei nuovi casi rallenta per colpa dei sempre più numerosi ‘pazienti camaleonte’, in cui la malattia si presenta con sintomi insoliti: dall’orticaria alle afte ricorrenti , dall’infertita’ e abortivita’ spontanea, alle mancanza di ferro  cronica , sono tanti i segni di celiachia che passano spesso inosservati. Per riconoscerli e favorire le diagnosi, in occasione della Settimana Nazionale della Celiachia, l’Associazione Italiana Celiachia promuove eventi in tutto il Paese: convegni, screening gratuiti, specialisti a disposizione e menù gluten free nelle scuole sono solo alcune delle iniziative che contribuiranno ad animare la settimana. www.settimanadellaceliachia.it

 

 Roma, 30 aprile 2019 – Le diagnosi di celiachia segnano il passo: nel 2017 il tasso di crescita dei nuovi casi riconosciuti si è dimezzato rispetto all’anno precedente. Nel 2016 infatti si erano avute ben 15.500 diagnosi in più rispetto al 2015, nel 2017 sono scese a 8000: una battuta d’arresto che contribuisce a spiegare perché ancora oggi mancano all’appello ben 400.000 dei 600.000 celiaci stimati in Italia. Il motivo? Tanti celiaci sono ‘pazienti camaleonte’, che si ‘nascondono’ alla diagnosi perché hanno sintomi insoliti: dalle afte ricorrenti in bocca a un’orticaria fastidiosa, dall’anemia all’infertilita’, sono tanti i disturbi meno noti associati alla celiachia, che pochi conoscono e quindi pochi collegano a una possibile intolleranza al glutine. Riconoscere anche questi casi meno ‘standard’ è l’obiettivo dell’Associazione Nazionale Celiachia, che in occasione della Settimana Nazionale della Celiachia, dall’11 al 19 maggio, accende i riflettori sulle manifestazioni meno consuete dell’intolleranza al glutine per favorire la diagnosi tempestiva, facendo un appello a specialisti come ginecologi, ortopedici, dentisti ed ematologi di rado coinvolti nella diagnosi di celiachia, perché diventino anche loro “medici-sentinella” della malattia. Numerose le iniziative che come ogni anno animeranno la settimana per diffondere la conoscenza della celiachia e ribadire l’importanza di garantire ai pazienti il diritto all’assistenza integrativa  per la terapia senza glutine: l’elenco completo delle attività è sul sito  www.settimanadellaceliachia.it dove per l’occasione è anche a disposizione il filo diretto con gli esperti per domande in ambito medico, nutrizionale o sui diritti e le tutele dei celiaci

 

Le diagnosi stanno rallentando: lo sappiamo per certo grazie ai numeri molto precisi emersi dalla Relazione Annuale sulla celiachia , il documento che ogni anno il Ministero della Salute presenta in Parlamento e rende disponibile in rete. Nel nostro Paese infatti conosciamo perfettamente i numeri della malattia grazie alla raccolta dei dati da parte di ciascuna ASL che eroga l’assistenza per i prodotti gluten free: un monitoraggio preciso della celiachia che è tuttora unico in Europa e nel mondo – spiega  Giuseppe Di Fabio, Presidente AIC - Da questi dati sappiamo che le diagnosi attuali sono poco più del 30% di quelle attese sulla base dell’epidemiologia della celiachia, che colpisce l’1% della popolazione e quindi riguarda circa 600.000 italiani. Oggi , nonostante la crescita del numero dei pazienti, non più considerati “rari”, restiamo ancorati al 30% delle diagnosi attese. Paradossalmente , in tempi in cui si parla molto di celiachia e di dieta senza glutine, spesso adottata per scelta e , errore gravissimo, prima della diagnosi del medico, siamo ancora poco efficaci nella diagnosi dei pazienti con sintomi non classici e insoliti che per questo sfuggono alla diagnosi. Persone con problemi che non vengono immediatamente ricondotti al sospetto di celiachia e che possono trascorrere anni senza sapere di essere celiaci : sono soprattutto loro a mancare all’appello della diagnosi, restando esposti alle gravi complicanze della celiachia non curata. Per questo la Settimana della Celiachia richiama il camaleonte, simbolo spesso utilizzato dai medici per evidenziare la difficile identità della celiachia, per diffondere consapevolezza sui segni meno scontati della malattia,  fra i pazienti e anche fra i medici che potranno diventare medici-sentinella per riconoscere i pazienti camaleonte”. L’elenco di sintomi che potrebbero essere provocati dalla malattia è molto lungo: sono associate alla celiachia, infatti, malattie dermatologiche come alopecia, psoriasi e orticaria e patologie metaboliche ed endocrinologiche come diabete di tipo 1, osteoporosi e osteopenia, tiroiditi autoimmuni, pubertà ritardata; problemi come anemia, carenza di ferro, astenia, affaticabilità, carie, disturbi allo smalto e afte ricorrenti, fratture frequenti, ansia, cefalea e patologie ginecologiche come infertilità, prematurità, aborti ripetuti  “Tutti segni che dovrebbero far sospettare una celiachia e portare il paziente a sottoporsi ai test diagnostici – osserva Marco Silano Coordinatore Comitato Scientifico AIC - “Infatti, i segni e i sintomi con cui la celiachia si manifesta sono andate cambiando nel tempo. Attualmente sono più frequenti segni e sintomi extra-intestinali rispetto a quelli considerati classici, a carico del sistema gastro-intestinale, quali diarrea, stipsi, dolori addominali ricorrenti, vomito e, nel bambino, scarso accrescimento.  Anemia, alterazione dei valori plasmatici degli enzimi epatici, aftosi orale ricorrente, nelle donne inferitilità, poliabortività, amenorrea e dismenorrea, sono solo alcuni esempi delle condizioni con cui la celiachia si presenta. La Società Europea di Gastroenterologia Pediatrica definisce la celiachia una patologia sistemica, per sottolineare la possibilità di interessamento di qualsiasi organo ed apparato. La diagnosi della celiachia, vero e proprio camaleonte clinico, quindi coinvolge oltre i medici del territorio medici e pediatri di famiglia, molti altri specialisti oltre che internisti, gastroenterologi e pediatri di libera scelta: dal ginecologo all’ortopedico, dal dentista all’ematologo.  La conoscenza della celiachia anche da parte di Medici specialisti che fino a qualche anno fa non si riteneva essere coinvolti dai sintomi e segni di questa condizione rappresenta  una strategia per aumentare il numero di casi  ancora nascosti, che sono circa 400.000 contro i 200.000 casi diagnosticati” conclude il dottor Marco Silano 

Come ogni anno dal 2015 a oggi, dall’11 al 19 maggio sono previste numerose iniziative per informare e sensibilizzare il pubblico sulla malattia celiaca, anche grazie al sito in continuo aggiornamento (www.settimanadellaceliachia.it): medici dietisti a disposizione dei pazienti in Lombardia, Piemonte, Sicilia e Umbria; menù senza glutine per tutti nelle scuole in Emilia Romagna , Liguria e Lombardia, stand AIC nelle manifestazioni sportive nelle Marche e in Val d’Aosta, corsi di cucina senza glutine in tutta Italia. 

top