Associazione Italiana Celiachia chiede garanzie per i pazienti assistiti in Alto Adige

L’Associazione dei pazienti celiaci interessa i Parlamentari per chiedere una soluzione a tutela dei celiaci altoatesini e incontra la Senatrice Unterberger per risolvere i gravi disagi di accesso alla terapia senza glutine denunciati nelle ultime settimane nella provincia di Bolzano

 

Il 1° Agosto  l’Associazione Italiana Celiachia ha incontrato la Senatrice Julia Unterberger Presidente del gruppo Aut (SVP-PATT, UV), per interessare le istituzioni nazionali alla difficile condizione che da alcune settimane interessa i 1572 celiaci altoatesini.

A seguito dell’entrata in vigore delle delibere DGP. n. 62 e n.131 che introducono complesse e anacronistiche procedure per l’erogazione degli alimenti senza glutine ai celiaci, molti esercenti, sia farmacie che negozi, hanno rinunciato alla convenzione con la sanità locale, interrompendo un servizio essenziale si pazienti celiaci. In tutta la Provincia solo poche farmacie, circa una quindicina, rispetto alle 164 esistenti, sono ancora disponibili a garantire la distribuzione della terapia senza glutine ai celiaci, con adeguata offerta. 

“Le macchinose procedure introdotte dalle recenti delibere della provincia, hanno indotto gli esercenti a rinunciare ad erogare l’assistenza integrativa riconosciuta ai celiaci dal 1982 e confermata dall’art 14 del dpcm del gennaio 2017, i più recenti livelli essenziali di assistenza, il diritto alle cure dei pazienti deve essere garantito” spiega il Presidente AIC Giuseppe di Fabio. “AIC, da sempre, è orientata a garantire pari trattamento ai pazienti in ogni parte del nostro paese, convinti che l’accesso al diritto alla salute non possa essere dipendente dalla residenza, ma debba essere garantito a tutti, per questo abbiamo interessato i parlamentari altoatesini. La sola Senatrice Unterberger ha risposto e ci ha ricevuti, garantendoci un fattivo interesse alla soluzione della situazione, davvero insostenibile”.

Dopo la delibera del 2013, che prima di molte regioni apriva all’adozione del buono digitale, finora non attuato, sorprende che la stessa amministrazione introduca un sistema cartaceo, eccessivo e farraginoso. Le più recenti delibere infatti aprono le porte al buono mensile frazionato (non più da utilizzare interamente in un unico esercizio) ma impongono all’esercente e al paziente  la compilazione di moduli su cui inserire per ciascun prodotto: il codice del Registro nazionale, il codice EAN, la denominazione e la descrizione, comprensiva della grammatura, la quantità, il prezzo e l’IVA applicata.

Nel recente incontro del 24 luglio scorso l’Associazione pazienti locale ha chiesto di attuare la digitalizzazione dei buoni, come annunciata fin dal 2013. L’amministrazione provinciale ha prospettato tempi di attuazione di 5 anni, un dato in controtendenza con il resto d’Italia: già 7 regioni nel nostro Paese hanno adottato il buono digitale portando semplificazione, efficienza e risparmio all’assistenza ai celiaci.

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 “Ho garantito il mio interessamento a tutela dei pazienti celiaci, perché sono certa che una amministrazione all’avanguardia nei servizi al cittadino e nella modernizzazione della sanità pubblica locale saprà trovare una soluzione rapida al disagio attuale dei pazienti e contemporaneamente impegnarsi  nell’attuazione della digitalizzazione. Un ottimo primo passo è la previsione di un tavolo di lavoro sulla celiachia a partire da settembre” conclude la senatrice Unterberger.

 

Associazione Italiana Celiachia
ecanepa@celiachia.it 
Contatto sede nazionale: 010 4550685

 

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