Negli Stati Uniti arriva il regolamento che norma il "Gluten Free"

Dagli USA un’importante novità che interessa da vicino tutte le persone celiache: la Food and Drug Administration ha approvato un regolamento (in attesa della pubblicazione ufficiale) che norma finalmente la dicitura “senza glutine” e claim analoghi (“free of gluten”, “without gluten,” and “no gluten”) anche negli Stati Uniti. Un prodotto alimentare, infatti, potrà essere etichettato “senza glutine” o con diciture analoghe, se non conterrà più di 20 mg/kg di glutine. L’uso del claim, come in Europa, sarà volontario, quindi facoltativo per i produttori.

La norma si applica anche alla ristorazione. Potranno essere impiegati anche ingredienti di derivazione dai cosiddetti cereali “vietati” (grano, orzo, segale) purché opportunamente trattati per ridurre il tenore di glutine. Unici punti negativi, un approccio non del tutto corretto al metodo analitico (forse ancora emendabile, però, dal momento in cui sembra verrà emessa in seguito una norma specifica in materia) e la possibilità di utilizzare il claim anche su quegli alimenti che sono “naturalmente senza glutine”, come addirittura l’acqua minerale in bottiglia. 

In Europa, tale forma di etichettatura è considerata ingannevole e quindi vietata, perché qualsiasi marca di alimento “naturalmente senza glutine” è “senza glutine” ed utilizzare, viceversa, questa forma di etichettatura può lasciar credere al consumatore che non tutte le acque minerali o non tutta la frutta o la verdura tal quali siano senza glutine, di fatto ingannando e riducendo la scelta del consumatore celiaco poco informato sulla dieta senza glutine. Il bilancio è comunque positivo.

Si tratta, infatti, di un importante passo avanti per i 3 milioni di celiaci statunitensi, che finalmente potranno scegliere con tranquillità gli alimenti adatti alla propria dieta, ma anche per i celiaci di tutto il mondo, dato che questa norma allinea gli USA alla norma europea, sancendo in maniera definitiva che “senza glutine” significa glutine < 20 ppm, come già decretato dal Codex nel 2008 e dal Reg 41 nel 2009. Questo regolamento, in ultimo, permetterà a tanti produttori europei di alimenti dietetici senza glutine (tra cui molte le aziende italiane), che rappresentano una eccellenza nel mondo, di esportare più facilmente i propri prodotti anche oltreoceano. I prodotti già presenti sul mercato USA hanno adesso un anno di tempo per adeguare le proprie etichette alla nuova normativa. Si stima che il 5% dei prodotti oggi etichettati “senza glutine” sul mercato USA contengano più di 20 ppm. 

Un momento storico per i celiaci che vedono la conferma di un limite di riferimento così importante (i 20 ppm) anche negli Usa e un ulteriore passo avanti verso un’unica definizione di “senza glutine” in tutto il mondo.

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