Sondaggio sul marchio

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Il marchio si conferma come il simbolo cui il celiaco si affida nella scelta degli alimenti.

Sono circa 400 gli associati che hanno scelto di partecipare all'indagine sul marchio Spiga Barrata rispondendo al questionario somministrato nel numero 3/2008 di Celiachia Notizie.

E la fetta più consistente delle risposte viene dalla Lombardia, che si conferma regione reattiva agli stimoli e alla partecipazione.
Potrei banalmente sintetizzare che il marchio si conferma il punto di riferimento principale per la scelta dei consumatori celiaci, ma sarebbe una banalizzazione che non voglio fare e soprattutto non vorrei sprecare tutte le importantissime informazioni che l'incrocio dei dati e delle risposte consente di avere.

La finalità del questionario, lo ricordo, era quella di verificare la percezione dei consumatori celiaci e delle loro famiglie rispetto a questo simbolo grafico che l'AIC concede per rendere facilmente riconoscibili e accessibili i prodotti dei quali è stato approfonditamente analizzato il grado di sicurezza.

Quindi, di certo un'indagine conoscitiva sui comportamenti che il celiaco assume di fronte ai prodotti che riguardano la sua dieta e, pertanto, la sua sicurezza. Ma anche una verifica dell'attività che AIC svolge dalla fine degli anni '90, concedendo in licenza d'uso il marchio ai prodotti delle aziende che ne fanno richiesta e che si rendono disponibili a seguire un disciplinare del tutto sovrapponibile a quello delle certificazioni qualità e di prodotto.

Come vi avevo riportato, introducendo il questionario, i dati finora disponibili erano piuttosto vecchi, risalendo a un'indagine condotta da Dr. Schär nel 1997/98.
Al di là del numero degli anni trascorsi, a rendere “superati” gli elementi raccolti era la radicale trasformazione del mercato del sg e i modificati stimoli, cui il celiaco è sottoposto, nella sua veste di consumatore di una particolare nicchia di mercato. Intanto il numero dei prodotti disponibili, che, lo abbiamo riportato nel precedente articolo, è ampliato moltissimo, sia nell'ambito del prodotto erogato, sia nel libero mercato.

Ma ancora più rilevante per misurare il peso del marchio nel guidare il comportamento del celiaco è la crescita del numero dei prodotti con marchio e i cambiamenti delle etichette, che oggi riportano, anche per la dieta senza glutine, molte informazioni in più rispetto alla fine degli anni '90.

Nel frattempo, infatti, tutti i prodotti inseriti nel Registro Nazionale degli Alimenti (introdotto nel 2001) hanno l'obbligo della dicitura “senza glutine”, non utilizzabile dai prodotti non in elenco; la direttiva allergeni ha imposto che i cereali contenenti glutine fossero dichiarati in etichetta; il Ministero della Salute ha dato facoltà ad alcune categorie di prodotti, estranei al Registro, di utilizzare la dicitura “non contiene fonti di glutine” e ha permesso ai prodotti inseriti in registro di utilizzare il “bollino verde”, elemento grafico facilmente identificabile; il Regolamento UE 41/2009 ha consentito a tutti i prodotti, dietetici e non, con contenuto di glutine inferiore a 20ppm, di scrivere in etichetta la dicitura “senza glutine”.

Ciò per dimostrare come siano modificate le modalità di identificazione dei prodotti senza glutine e gli strumenti informativi affidati al celiaco per muoversi e agire nel mercato. Il questionario, quindi, voleva verificare se, anche in presenza di mutati stimoli, il celiaco continuasse a percepire un'utilità nel simbolo della Spiga Barrata.

Infine, come ho anticipato, il confronto continuo con le associazioni straniere in seno all’AOECS, rispetto alle modalità di concessione del marchio in preparazione di una futura gestione europea del simbolo, impongono una maggiore e aggiornata conoscenza del celiaco del mercato italiano, per avere il conforto e la consapevolezza delle aspettative di tutti voi rispetto a questa attività quando saremo chiamati ad assumere decisioni che peseranno sui celiaci di tutta Europa.

Come noto, l'indagine si avvale del contributo specialissimo del Prof. Cleto Corposanto, Docente della Facoltà di Sociologia di Trento e di Catanzaro, di recente eletto nel Consiglio Direttivo AIC, di cui leggete di seguito l'analisi scientifica dei dati.
Abbiamo selezionato i principali risultati tra quelli elaborati, così da fornirvi una sintesi leggibile e adatta alla massima divulgazione. Gli altri dati raccolti e le elaborazioni più complesse troveranno comunque spazio nella pubblicazione nel sito AIC e saranno oggetto di pubblicazioni tematiche e articoli futuri, oltre a orientare le nostre scelte future rispetto al marchio Spiga Barrata.

Per chiudere, ci tengo a ringraziare Sara e Arianna, due giovani studentesse celiache, a vario titolo legate ad AIC, cui sono state affidate le attività di inserimento ed elaborazione dati, prima dell'intervento del Prof. Corposanto.

Caterina Pilo
Direttore Generale AIC

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