Le Missioni

Missione Sicurezza

Milena Battello

Carissimi lettori,
avremmo dovuto aprire questa rubrica raccontandovi quanto era stato fatto durante la missione ai campi del Novembre 2011, ma questa missione rimarrà nella nostra memoria come “missione sicurezza”. Sicurezza per noi volontari che avremmo dovuto partire dall’Italia, carichi di desiderio di dare inizio al nuovo Progetto che avrebbe visto AIC finalmente protagonista con l’ospedale Meyer di Firenze capofila. Il 23 Ottobre, una notizia ci lascia nello sgomento: presso i campi saharawi vengono sequestrati  3 cooperanti,  di cui due spagnoli e una ragazza italiana - Rossella Urru. Contattata la Farnesina, ci sconsiglia assolutamente di recarci nella regione di Tindouf, così con estremo dispiacere e frustrazione annulliamo la missione. Rossella è una cooperante del CISP (Comitato per lo Sviluppo dei Popoli) e si trovava in Saharawi da circa due anni. Lei avrebbe dovuto seguire da vicino nei campi il nuovo Progetto AIC, come deciso dall’Assemblea di Aprile 2011. Il CISP, infatti, avendo una base fissa nei campi Saharawi fu incaricato nel 2007 di monitorare l’andamento dell’allora progetto saharawi e a seguito del forte cambiamento positivo che venne registrato, fu deciso di continuare ad avvalersi della loro preziosa collaborazione. Nel Luglio 2011 Catia Pilo, direttore generale AIC e la sottoscritta, in qualità di responsabile progetto, incontrammo il dott. De Luca, manager area africa per il CISP, con cui si presero i primi accordi per strutturare la cooperazione. Con grande rammarico ed una crescente preoccupazione, purtroppo nel momento in cui vi scrivo  Rossella Urru è ancora nelle mani dei sequestratori e questo rendo impossibile per noi raggiungere i campi saharawi e proseguire secondo programma i nostri interventi.
Per tutto questo tempo ci siamo mantenuti stretto contatto tramite internet con il nostro dipartimento di celiachia, dove il lavoro di laboratorio di analisi si è arenato a causa della mancata formazione prevista per Novembre. Per tale ragione il dott. Ferraroli, nostro biologo,  ha dato la sua disponibilità nel fare anche una breve missione con il CISP ammesso che vi siano le garanzie di sicurezza.
Nonostante questa allarmante situazione, abbiamo cercato di fare quanto nelle nostre possibilità per sostenere il popolo celiaco saharawi, provvedendo, almeno all’acquisto di alimenti senza glutine. Con i 25.379,30 € dei sostegni a distanza abbiamo acquistato:
10.800 scatole di tonno
4.800 quintali di riso;
2.400 quintali di lenticchie;
2.400 quintali di fagioli;
per un totale di 15.000 €.
Nostra speranza è poter effettuare un altro acquisto nel mese di Marzo 2012.

Un resoconto dettagliato del bilancio 2011 del progetto saharawi è riportato in Tabella 1.

Tabella 1: Bilancio Progetto Saharawi 2011

 

Sostegni a distanza

Contributi

Totale

Incassi

25.379,30

27.896,50 *

+ 53.275,80 €

Spese sostenute per acquisto e spedizione alimenti

 ----

 ----

- 19.826,35 €

Tipografia, spese postali, telefoniche e varie

----

----

- 3.314,17 €

Seconda trance paternariato

 

 

- 15.000,00 €

AVANZO

 

 

+ 15.135,28 €

* di cui 2.896,50 € da privati; 20.000 € AIC  Lombardia Onlus; 5.000 € AIC Toscana  Onlus

Il nostro ringraziamento va a tutti coloro che in maniera diversa ha contribuito a sostenere, in un momento di crisi economica quale quello che stiamo attraversando questo popolo così martoriato da diversi eventi avversi.
L’augurio con cui vi saluto è che il progetto possa continuare per rientrato pericolo e ripristino delle condizioni di sicurezza – concetto labile nel Saharawi, ma fino al sequestro considerato sufficiente – e grazie alla generosità di tutti voi.

Eravamo già pronti per partire, tutto già organizzato per la partenza del 29 ottobre … dovevo solo comperare i generi alimentari … (ma quelli li compero sempre il giorno prima).
Domenica 23 ottobre faccio una bella camminata sulle montagne lecchesi per tonificarmi un po’ prima della partenza, squilla il cellulare  .. Milena mi comunica che è stata sequestrata Rossella Urru la cooperante del CISP presente nei campi Saharawi, sarebbe stato il nostro referente presente nel territorio, un referente che ha il polso della situazione, un referente che sapeva muoversi con capacità. Nella missione di Gennaio avevo trascorso un pomeriggio con lei perché nel nostro centro la connessione internet era saltata e lei mi aveva dato la disponibilità di collegarmi e abbiamo parlato un po’.
La mia reazione dopo la notizia del sequestro è stata duplice, da un lato il desiderio di andare perché ormai avevo preparato tutto il necessario per formare i tecnici e i biologi locali all’uso dello strumento automatico per l’esecuzione dei test ELISA ( Ab anti transglutaminasi, anti gliadina , ormoni tiroidei…), dall’altro lato il senso di prudenza. Confrontandomi con Milena e Carlo ha prevalso quest’ultimo. Così abbiamo deciso di rimandare in attesa del rilascio di Rossella, rilascio che però alla data odierna non è ancora avvenuto. Comunque  io ho dato la disponibilità a una breve missione formativa del personale di laboratorio a condizione che siano le garanzie di sicurezza.
Spero che tutto ciò abbia una soluzione positiva.
Dott. Giovanni Ferraroli

rossella_urru_e_milena.jpg

"Il 22 ottobre è stato un "11 settembre" per il progetto Saharawi. 
A seguito del rapimento di Rossella Urru  del CISP, ho avvertito uno smarrimento, e questa sensazione, simile a quella di un'imminente "malattia", l'ho condivisa con Milena, Giovanni Jalil, Sallamo e Suellem.
La sospensione della missione ha poi attivato una positiva reazione e posto le porre le basi di una co-progettazione complessiva, con gli amici Saharawi del Dipartimento di celiachia di Rabouni. 
Il Dr Jalil Lasiad ed io abbiamo lavorato una settimana con i mezzi di internet a nostra disposizione (SKIPE, posta elettronica) per confrontarci sugli aspetti medici.
Tali problemi sono grandi: alle difficoltà di censire le persone affette che debbono compiere grandi distanza per giungere al presidio diagnostico, si sommano le difficoltà di approvvigionamento dei materiali, di assistenza agli apparecchiature diagnostiche ad di attivazione di percorsi diagnostici e terapeutici sui casi complicati
Pur tuttavia le linee direttrici del nuovo progetto Saharawi 2012-2013, concordano con l'obiettivo dell'autosufficienza alle diagnosi di celiachia nei campi profughi e provano a dare risposte ai problemi sopra riportati.

La mia grande speranza è di poter presto vedere libera Rossella e di poter programmare in sicurezza una prossima missione.
Dott. Carlo Botti

-----------------------------

Missione ai campi profughi 23-29 gennaio 2011

Componenti la missione in rappresentanza Associazione Italiana Celiachia: Milena Battello, Carlo Botti, pediatra, presidente comitato scientifico AIC, Giovanni Ferraroli, biologo In rappresentanza Istituzione Centro Nord Sud: Khaled Haulaui

Partenza per la missione domenica 23 gennaio 2011. Arrivo all’aeroporto di Tindouf alle ore 1,30, ora locale, ove la delegazione è accolta dal Direttore del Dipartimento Celiachia del Ministero della Salute. Trasferimento mezzo jeep al Dipartimento Celiachia Tindouf – Rabouni/Campi profughi saharawi. Arrivo a Rabouni ore 3,30, ora locale.

DIARIO DELLA MISSIONE

Domenica 23

La giornata si è svolta incontrando l’equipe del Dipartimento di Celiachia per aggiornamento sulle problematiche inerenti il progetto e per programmazione del lavoro da svolgere nel corso della settimana di permanenza.

Lunedì 24

La mattinata si è svolta da un lato effettuando visite, prelievi e successive analisi di laboratorio e dall’altro incontrando il responsabile della Mezza Luna Rossa incaricato dello stoccaggio e della distribuzione degli alimenti senza glutine, per discutere delle incongruenze riscontrate sui quantitativi consegnati ai campi. Si decide di avere un secondo incontro nei giorni successivi per permettere di acquisire maggiori informazioni. Le analisi di laboratorio per la ricerca di anticorpi anti­transglutaminasi si sono effettuate su 112 campioni con una positività riscontrata in 22 casi. I campioni sono stati prelevati in parte durante la missione, in parte dall’equipe del Dipartimento di Celiachia durante il trimestre Novembre-Gennaio. Prosegue anche il controllo dei celiaci inseriti nel registro. Su 720 iscritti sono risultati positivi 418, mentre 302 devono essere ancora verificati.

Nel corso della giornata sono state controllate e verificate 272 schede di gradimento prodotti, su 720 distribuite tra ottobre e dicembre 2010 in alcune villaya dal Dipartimento di Celiachia. Tali schede sono state ideate e distribuite per verificare se i cambiamenti attuati per la fornitura di alimenti, acquistati tramite il contributo AIC, siano stati graditi dai saharawi oppure no. Si ricorda, infatti, che in accordo con la Mezza Luna Rossa Saharawi a ottobre e novembre 2010 non sono state più distribuite farina e pasta senza glutine, ma riso, lenticchie, fagioli, tonno e uova. Le 272 schede ad oggi raccolte hanno prodotto i seguenti risultati:

207 schede gradimento totale di tutti gli alimenti distribuiti

42 schede no lenticchie
9 schede no fagioli
8 schede no fagioli no lenticchie
1 scheda no fagioli e tonno
1 scheda no riso fagioli e lenticchie
4 schede vuote

I questionari ci hanno permesso di ottenere informazioni aggiuntive, come il luogo in cui era stata effettuata la diagnosi del celiaco che stava compilando la scheda. Su 207 schede: 103 hanno risposto al Dipartimento di Celiachia 104 altrove, tra cui Spagna, Italia, Algeria

Martedì 25

In mattinata si effettua un corso di formazione per i responsabili degli ambulatori delle wilaya, con infermieri ed ostetriche del territorio di El Ajun (campo profughi con circa 40 mila abitanti). Tra i 22 presenti vi è stata enorme attenzione e richieste di materiale informativo. Nel pomeriggio incontro con il Ministro della Salute Pubblica della RASD in presenza del direttore del Dipartimento Celiachia Suelem Mohamed Salem, il Dr Jalil Laisad e il nutrizionista Sallamu. L'incontro si è aperto con il consueto saluto istituzionale del Ministro ed i ringraziamenti per la nostra costante collaborazione oltre che per il lavoro svolto dall’equipe del Dipartimento Celiachia, che ha determinato acquisizione della fiducia del Ministero stesso, ma soprattutto dei saharawi. Obiettivo: fare il punto sull’andamento del progetto analizzando le criticità da risolvere come evidenziato nelle relazioni del dr. Botti e Ferraroli.

Terminato, si incontra Flaco, responsabile della distribuzione diete speciali per la mezza Luna Rossa Saharawi, che ci fornisce i dettagli relativi all’ammanco di prodotti. L’ammanco è di circa 700 kg complessivi di lenticchie, dovuto a consegne di confezioni non di 5 kg, ma di poco meno, e della metà delle uova, dovuto alla loro rottura. Si decide subito di non acquistare più le uova per il futuro. Flaco ci informa che tranne questi due casi i quantitativi, come da fattura, per gli alimenti e i tempi di consegna vengono rispettati. In generale, si evidenzia che il quantitativo di prodotti è soddisfacente. Per finire riunione con l’OMS che ci informa sugli acquisti del materiale sanitario. E’ stato ordinato un lettore automatico, per facilitare la lettura dei risultati dei test sugli anticorpi anti­transglutaminasi. Le istruzioni d’uso verranno inviate al dr. Ferraroli, la cui presenza è stata richiesta al momento dell’istallazione in loco -ciò dipenderà dalla compatibilità con i suoi impegni nel periodo scelto ­Sono stati ordinati per l’anno 2011 N° 20/21 confezioni di kit per gli Ab anti-transglutaminasi e tutto il materiale di consumo necessario per la loro esecuzione. Non è stata accolta, invece, la richiesta inoltrata da un commissario OMS di acquisto di strumenti endoscopici, perché di competenza di altro ente che sostiene i rifugiati, il CNUR ­Commissariato Nazioni Unite per i Rifugiati –

Mercoledì 26

Mattinata alla villaya: visite e prelievi. Formazione e sensibilizzazioni alla popolazione. Nel pomeriggio incontro al Dipartimento di Celiachia con il responsabile del CISP -Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli – organismo ONG che ha una sede fissa ai campi saharawi e che collabora con la mezza Luna Rossa Saharawi per la distribuzione e organizzazione degli aiuti alimentari. Abbiamo occasione anche di incontrare il responsabile della Telecom algerina che si occupa degli allacciamenti internet adsl e si è deciso di fare 6 mesi di prova al costo di 700,00 per permettere la comunicazione tra dr. Botti e dr. Jalil indispensabile per la gestione del registro.

Giovedì 27

Incontro con il responsabile distribuzione alimenti di Tindouf. Si è fatto presente del problema relativo alla consegna di un minor quantitativo di lenticchie, concordando che consegni l’ammanco alla Mezza Luna Rossa Saharawi, e che per i successivi

ordini venga consegnato il quantitativo esatto. Si è discusso anche di alternative di alimenti da acquistare con i fondi AIC. Ci sono stati consegnati campioni di alimenti acquistati in loco da far analizzare in Italia per stabilire se contaminati da glutine o sicuri. Nel dettaglio abbiamo ritirato campioni di riso, lenticchie, fagioli e tonno da parte del responsabile della Mezza Luna Rossa e campioni di soia bland, mix di farina di mais e soia, che è distribuito come aiuto umanitario a tutta la popolazione saharawi. Se la soia bland non fosse contaminata potrebbe essere liberamente distribuita anche ai celiaci saharawi in aggiunta agli alimenti acquistati da AIC. Altri 20 campioni di prodotti del libero commercio sono stati acquistati nei mercatini locali e portati in Italia per sottoporli ad analisi. Si è concluso con l’incontro con il presidente Mezza Luna Rossa Saaharawi che ha espresso soddisfazione per l’acquisto degli alimenti a Tindouf. Lo si è informato che il progetto terminerà il 31 giugno 2011 e, se AIC non troverà dei nuovi canali di finanziamento, purtroppo il nostro operato ai campi dovrà terminare. Con sgomento ci ha chiesto di non abbandonarli.

Venerdì 28

In mattinata continuo formazione ai tecnici di laboratorio come da report dr. Ferraroli e in contemporanea riunione con i componenti la missione e i responsabili del Dipartimento Celiachia -medico nutrizionista e direttore -per fare il punto sul lavoro svolto. Nel pomeriggio incontro della delegazione al completo con il funzionario OMS e conclusione missione.

Relazione Carlo Botti

 

Relazione Giovanni Ferraroli

 

Raccolta Foto

 

Missione ottobre 2010
(prof. Carlo Botti - coadiutore medico progetto Saharawi)

Una mattina, mentre ero al lavoro in ospedale, mi hanno colto di sorpresa comunicandomi che avrei sostituito il prof. Iacono nella missione nei territori Algerini popolati dai Saharawi, in programma dal 2 al 9 ottobre.

La storia della sofferenza di questo popolo la conoscevo dalle testimonianze di amici che avevano partecipato a precedenti missioni Ho realizzato in quel momento la tensione della curiosità di conoscere di persona quei luoghi e quelle persone, con il timore di non essere all'altezza dei compiti richiesti L'incontro con i compagni di viaggio (Milena, Giovanni e Khaled) mi ha fatto sentire più forte e determinato, e reso meno pesante il viaggio di 22 ore dall'Italia.

All'arrivo al Dipartimento della celiachia, allestito nel campo profughi di Rabouni, ho incontrato Jahlil Lasiad, il medico gastroenterologo referente del centro di diagnosi e cura della celiachia.  Riflettendo sulle motivazioni profonde che mi hanno portato a scegliere di operare in campo medico, ho ritrovato le stesse in questo gigante buono, con una folta barba alla “Che Guevara”.  Non ci sono orari per lui, che “non fa il medico” ma lo è nel senso del giuramento Ippocratico. È il punto di riferimento della gente, povera, che si affolla silenziosamente nell'attesa della sua considerazione. Ho letto nel suo viso, segnato dalla disabilità di aver perso la vista dall'occhio destro, la luce della curiosità, della ricerca del bene dei suoi pazienti, il migliore possibile per le condizioni difficili in cui vivono.  Mi sono sentito subito “fratello diverso ma uguale” e mi sono messo in ascolto per imparare da quei gesti e tonalità della voce il modo migliore per comunicare.  Ho chiesto scusa dentro di me per la mancata umiltà del pensiero iniziale che ho avuto, di venire qui per insegnare quello che ho imparato in Italia, ed ho avuto occasione di convincermi che l'uomo in tutte le condizioni può, se lo vuole, trovare la risposta migliore a ciascun problema.

Siamo partiti dall'Italia con un importante obiettivo, quello di fornire al medico locale un registro computerizzato, su cui AIC aveva precedentemente lavorato, uno strumento di controllo utile per pianificare meglio il lavoro sulle persone celiache del posto.

La missione di aprile purtroppo non ha avuto luogo per cause di forza maggiore (la nube del vulcano islandese aveva bloccato i voli sui cieli di tutta Europa) ma Jahlil, pur nelle difficoltà della mancanza dei test, ha continuato a lavorare con le persone affette da celiachia, allestendo inoltre un data base computerizzato i cui dati saranno trasferiti nel registro AIC. In questa settimana ci siamo esercitati assieme per avere confidenza con lo strumento e per ottenere buoni dati da inserire sul Registro. In sei mesi al dipartimento di Rabouni sono state confermate 71 diagnosi di celiachia su 416 persone giunte per la consulenza (confermato il 17% della condizione celiaca).  Il centro di Gastroenterologia attualmente offre consulenze ambulatoriali e nei sei mesi ha effettuato circa 1000 visite in 713 pazienti

Assieme a Jahlil abbiamo studiato anche come attivare un percorso diagnostico che preveda il servizio di endoscopia digestiva, progetto da sostenere anche fosse soltanto per le 14 diagnosi di malattie tumorali già effettuate.

L'altro progetto futuro riguarderà lo studio del percorso diagnostico assistenziale di secondo livello, coinvolgendo attraverso l'azione dell'OMS medici formati sulla celiachia all'Università di Algeri.

Siamo all'alba della partenza e sento già la nostalgia del nuovo amico conosciuto.

Album fotografico:

pdf.jpg
Missione ottobre 2010

 

Riflessioni della mia prima missione da medico volontario

 

Carissimi Milena Giovanni e Khaled,
ho trascorso con voi una bellissima settimana di intenso impegno e gratificante comprensione.

Questa esperienza mi conferma che le persone possono associarsi per la loro parte migliore, potendo accettare e mettere in secondo piano i loro difetti.

Ritengo che Il motore principale sia stato il bene disinteressato, quello che muove le azioni spontaneamente, con il buon senso, e dove la reciprocità, comunicativa ed affettiva, è l'unica gratificazione!

Porto a casa il senso del silenzio e delle parole nelle intense riunioni, le comunicazioni trasferite attraverso Khaled che forzatamente è stato nominato "medico" sul campo, le ritualità affettive, ed il rigore metodologico di Giovanni spontaneo ed idealista compagno di stanza e la tenacia disinteressata di Milena per perseguire il bene delle persone attraverso le delicate ed intriganti pieghe della burocrazia e del potere.

Di tutti la capacità di liberare la gioia nel divertirsi come bambini, di cose, parole, oggetti semplici e solo apparentemente insignificanti.

Non conosco quando la vita ci permetterà di poter riproporre una nuova esperienza comune, ma sappiate che siete nel mio cuore.

 

un abbraccio Carlo

 

 

Missione Marzo 2009

Periodo: 28 febbraio - 5 marzo
Delegazione: Milena Battello (AIC), Giovanni Ferraroli (tecnico di laboratorio AIC), Daniele Carpita (Centro Nord Sud capofila del progetto “PIR - La toscana per i saharawi”).

Nuovo anno, nuova missione organizzata nei campi saharawi.

Due gli scopi:
incontri di carattere amministrativo con le autorità locali (fondamentali per rafforzare lo spirito di collaborazione tra le parti);
formazione di tecnici di laboratorio locali.

Da questo secondo aspetto comincia il nostro resoconto.

Già nella missione di novembre 2008 era stato concordato un corso di formazione per tecnici di laboratorio che insegnasse loro a eseguire il test ELISA Ab anti transglutaminasi IgA.
Al rientro in Italia ci siamo subito attivati per individuare la persona che avrebbe tenuto il corso e acquistare il materiale che sarebbe servito alle dimostrazioni e a eseguire i test sul posto. Dopo aver individuato nel dott. Giovanni Ferraroli, biologo esperto in test ELISA, l’esperto di riferimento, abbiamo provveduto all’acquisto dei test e di tutto il materiale necessario.
Arrivati a Tindouf, abbiamo convocato i 7 partecipanti al corso di formazione che si è svolto presso il Dipartimento di celiachia di Robouni in cinque giornate. Non solo si è insegnato ai tecnici come si esegue la diagnosi di celiachia in laboratorio, ma si sono effettuati prelievi venosi a 48 pazienti saharawi, diagnosticati celiaci tramite test rapidi.
Il programma delle lezioni prevedeva, dopo la presentazione della celiachia e dei principi chimico-biochimici del test immunoenzimatico (ELISA), l’apprendimento dell’uso del lettore ed l’allestimento su PC di un modello di referto analitico. Erano previsti inoltre gli insegnamenti necessari per ottenere un campione ottimale (quantità e qualità) da cui partire per effettuare l’analisi ed eseguire un test ELISA nonché saper usare il lettore per produrre risultati corretti.
Alla fine del corso il dott. Ferraroli ha verificato che era stato raggiunto l’obiettivo prefissato: i tecnici si sono rivelati in grado di essere autonomi.
Il passo successivo sarebbe stato quello di applicare quanto appreso per confermare,  le vecchie diagnosi e diagnosticare i nuovi casi in piena autonomia. Con il ministro della salute della RASD, Sid Ahmed Tieb Berri, si è perciò deciso di spostare tutto il materiale e la strumentazione per le analisi all’Ospedale Nazionale per una maggiore sicurezza di conservazione della strumentazione in un ambiente sterile e per la garanzia della presenza di un tecnico di laboratorio 24 ore su 24.
Presso questo ospedale, inoltre, lavoreranno due nuovi medici saharawi che hanno conseguito la loro specializzazione in Italia: Khalil Lasiat Ahmed Moubarek (Policlinico di Catania), specialista in gastroenterologia e Hamma Alitaleb (Ospedale - Federico 2° di Napoli), pediatra gastroenterologo.
Il loro compito sarà di preparare, insieme al Ministero della Salute locale, un protocollo generale per la diagnosi della celiachia con la supervisione del dott. Ravelli responsabile scientifico del progetto.
Abbiamo anche concordato che presso il dipartimento di celiachia si eseguiranno le visite di specialisti in gastroenterologia e i programmi di formazione alle famiglie sulla dieta senza glutine tenuti dal nutrizionista Salamu Ali Abed.
La missione si è conclusa con la consegna delle chiavi del registro elettronico celiaci saharawi. Il registro sarà così attivato e supervisionato via internet dal dott. Ravelli in Italia. Il Ministro della Cooperazione Salek Baba è stato informato degli sviluppi e cambiamenti che hanno interessato il progetto.

Durante le cinque giornate ci siamo anche spostati nei Vilaya dove abbiamo incontrato il personale medico e paramedico che ha partecipato ai corsi di formazione e ha verificato che la consegna degli alimenti inviati dall’Italia fosse avvenuta regolarmente. Con la Mezza Luna Rossa Saharawi abbiamo controllato l’arrivo del container di farina e pasta inviato da AIC con i contributi dei sostegni anno 2008.
Come sempre stanchi, ma soddisfatti, abbiamo lasciato quest’angolo di deserto per tornare alle nostre case e alla nostra realtà, che nonostante le piccole e grandi difficoltà che la circondano è stata per noi un’oasi di tranquillità.

 

Album fotografici



top