Il progetto Saharawi è rivolto alle popolazioni della Repubblica Araba Saharawi Democratica (R.A.S.D.). L’azione dell’AIC si unisce alla rete di solidarietà delle associazioni di volontariato che da almeno trent’anni sostengono il popolo saharawi con iniziative di carattere umanitario, politico e solidaristico.
La storia
Alla fine del regime franchista, dopo l’abbandono del Sahara Occidentale da parte della Spagna, Marocco e Mauritania invadono il territorio dell’ex colonia spagnola.
I saharawi tentano di opporsi organizzando una resistenza in territorio algerino.
Con l’appoggio dell’Algeria, il 27 febbraio 1976, il Fronte Polisario proclama l’indipendenza della Repubblica Araba Saharawi Democratica (R.A.S.D.). Dopo pochi anni, la Mauritania, costretta alla resa, firma un accordo di pace con il Polisario rinunciando ad ogni pretesa sull’ex Sahara Occidentale.
Il Marocco invece, a difesa dei territori occupati nel Sahara Occidentale, inizia la costruzione di un muro di oltre 2000 km, difeso da mine antiuomo.
Nel 1982 la R.A.S.D. è ammessa all’Organizzazione per l’Unità Africana (OUA) ed inizia a tessere una serie di rapporti internazionali che porteranno al riconoscimento di questo stato in esilio da parte di quasi 80 paesi e all’apertura di diversi uffici di rappresentanza in Europa e nel mondo. Nel frattempo, la guerra ha costretto quasi i due terzi della popolazione a rifugiarsi nella regione algerina di Tindouf in una serie di campi profughi.
Nel 1988 su proposta delle Nazioni Unite viene delineato dalle parti in causa un piano di pace per una risoluzione pacifica del conflitto del Sahara Occidentale che verrà siglato nel 1991: prende corpo la MINURSO ovvero Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale.
Presso i Campi Profughi di Tindouf (Algeria), attualmente vivono circa 170.000 persone, sostenute per l’80% dagli aiuti umanitari delle agenzie ONU, ECHO e da vari progetti di cooperazione internazionale.