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Sezione a cura dei
team alimentazione
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Tossicità grano saraceno
- Ho appreso dalla mia gastroenterologa una notizia che mi ha lasciata molto perplessa: alla mia domanda se potessi tranquillamente utilizzare il grano saraceno mi ha detto che è meglio evitare tenuto conto che non si è mai certi delle contaminazioni.
Le ho spiegato che acquisto il grano saraceno in chicchi e poi con un
piccolo mulino a pietra che ho acquistato proprio per questi miei problemi
ne ottengo la farina. La sua risposta è stata davvero molto strana... mi ha detto che se proprio voglio acquistare grano saraceno, così come mais, sebbene in chicchi, devo fidarmi solo di confezioni con la spiga sbarrata (e non ad esempio acquistarle da contadini) perchè se l'anno prima in quel campo avessero
seminato grano o orzo ci potrebbero esserci contaminazioni!!!
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(data inserimento: 03/03/2004)
(ultimo aggiorn.: 03/03/2004)
- Risponde la Dott.ssa Katia Vitiello:
Acquistare cereali a chicchi e sfarinarli nell'ambito domestico mediante
l'utilizzo di appositi strumenti, è un'ottima soluzione. Un'unica raccomandazione: al momento dell'acquisto si ricordi sempre di porre attenzione alla conservazione del cereale ovvero alle modalità di stoccaggio attuate dal negoziante/produttore. Ad esempio, se acquista il prodotto da un grossista/sementista, si assicuri che non vi sia promiscuità tra diversi cereali e quindi alcuna possibilità di contaminazione da glutine.
Escluderei, invece, qualsiasi problematica di contaminazione legata alla
fase di coltivazione, infatti, la gliadina (frazione tossica per i celiaci)
è localizzata prevalentemente nella parte più interna del chicco del cereale
ed essendo insolubile in acqua, non riesco ad immaginare un suo possibile
passaggio nel terreno.
Infine tengo a precisare che la sua osservazione, in merito alla possibilità
di seminare i campi con piantagioni diverse, è molto corretta e pertinente
ed inoltre specifico che la tecnica di coltivazione maggiormente utilizzata
(fanno eccezione le coltivazioni biologiche) è la "monocoltura".
Praticamente sono coltivate sempre le stesse varietà di piante negli stessi
campi, quindi non si applica la "rotazione", principio che per altri
aspetti/motivazioni non è corretto.
Dunque, niente problemi !
Katia Vitiello
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