BANDO FC 2014 Peer Review

PROGETTI DI RICERCA FINANZIATI CON IL GRANT FC 2014
TOTALE STANZIATO € 467.500

In attuazione dei principi espressi dallo Statuto FC, il Bando di Ricerca FC rappresenta la principale forma di finanziamento con fondi 5 per mille della ricerca scientifica finalizzata al progresso della conoscenza e del trattamento della celiachia e di altre patologie correlate al glutine.
Il 5 per mille è uno strumento rivoluzionario che permette ai cittadini italiani di scegliere in prima persona le proprie priorità di finanziamento nei confronti del volontariato e della ricerca scientifica. Dal 2006 migliaia di italiani hanno dato la loro fiducia ad AIC e a FC, devolvendo il loro 5 per mille nella dichiarazione dei redditi. A questa scelta corrisponde la grande responsabilità di FC di selezionare mediante revisori internazionali i migliori progetti di ricerca.

 

I Progetti chiamati a partecipare – Le Aree di Ricerca

 
Il secondo Bando FC nazionale Peer Review (Bando FC 2014) ha chiamato all’appello progetti svolti in Italia, di durata annuale, biennale o triennale, inclusi i programmi multicentrici (che cioè coinvolgono una rete di istituti di ricerca), su tre grandi aree di ricerca per un totale stanziato di € 467.500:
 
1. Celiachia
2. Dermatite erpetiforme
3. Sensibilità al Glutine Non-Celiaca (Gluten Sensitivity)
I Progetti di Ricerca coprono numerosi settori, dalla Clinica alla Biologia, la Genetica, la Biochimica, la Dermatologia, l’Allergologia e diverse altre specialità. Per questo motivo il Bando appartiene alla diffusa tipologia dei Bandi Aperti, in cui cioè non viene predeterminato un argomento preciso di ricerca scientifica, bensì si consente ai partecipanti di proporre progetti che, nell’ambito dei temi della celiachia e delle patologia da glutine, spazino in tutti i principali settori di ricerca.

Le Fasi del Bando FC 2014
 

Pubblicazione del Bando

20 Gennaio 2014

Chiusura del Bando

14 Marzo 2014

Vaglio formale dei progetti applicanti e assegnazione dei progetti ai revisori internazionali (peer reviewers)

Marzo - Aprile 2014

Revisione dei progetti da parte dei peer reviewers

Maggio – Giugno 2014

Graduatoria

Settembre 2014

Decisione della Commissione Risorse FC sull’allocazione dei fondi;

notifica ai partecipanti

Settembre - Ottobre 2014

Erogazione dei fondi

Ottobre - Novembre 2014



I numeri del 2° Bando FC 2014

Diffusione:

Alla sua pubblicazione sul sito AIC, il Bando è stato diffuso dall’Ufficio Scientifico AIC presso l’intera comunità scientifica nazionale, sia mediante le Associazioni Territoriali AIC, sia mediante mailing list a:

-  400 centri diagnosi, policlinici, ambulatori, ospedali
-  279 Referenti Scientifici Regionali AIC
-  170 istituti di ricerca, CNR, ISS, IRCCS, Università

 

Partecipanti e Progetti presentati:

Sono pervenuti 40 progetti da tutta Italia

-  Il 77% su celiachia
-  l'8% su dermatite erpetiforme
-  il 15% su sensibilità al glutine

 

La valutazione Peer Review

Conformemente agli standard internazionali, il Bando FC si basa sulla valutazione dei progetti di ricerca da parte di un gruppo di esperti di livello internazionale (revisori o peer reviewers), esclusivamente residenti e attivi all’estero. I revisori valutano i progetti in anonimato e sotto la dichiarazione di assenza di conflitti d’interesse.

I progetti pervenuti nei termini indicati dal Bando sono stati sottoposti a due fasi distinte di valutazione:

  1. La prima fase, svolta nell’ambito di Fondazione Celiachia, è costituita dalla verifica dei requisiti di conformità riportati espressamente nel Bando. Tale fase è propedeutica alla successiva: i progetti che non superano questa fase non possono essere sottoposti alla successiva valutazione scientifica da parte dei revisori internazionali.
  2. La seconda fase è quindi rappresentata dalla valutazione scientifica dei progetti da parte dei revisori internazionali. Ogni progetto è stato valutato da 3 revisori dopo firma della dichiarazione sui conflitti d’interesse.

Alla fine del periodo di valutazione scientifica, i punteggi e le valutazioni redatte dai revisori internazionali danno luogo alla costituzione della graduatoria di merito che consente a Fondazione Celiachia di finanziare i migliori progetti di ricerca.

 

Distribuzione geografica dei Revisori:

Peer EU:                                  61,3%

Peer USA:                                25,8%

Peer altre Aree del Mondo:        12,9%

 

Come i Revisori giudicano il sistema dei Bandi FC:

Buono:         85,7%

Eccellente:   14,3%

 


I PROGETTI FINANZIATI CON IL GRANT FC 2014

I ricercatori elencati in questa pagina sono titolari di finanziamenti per progetti selezionati tramite peer review e approvati dalla Commissione Risorse FC. L'effettiva erogazione di tali finanziamenti avviene in seguito alla produzione da parte dei titolari della documentazione completa richiesta dal Bando. Il finanziamento ai programmi è erogato annualmente.

 

Celiachia - Genetica

Il ruolo del microbioma intestinale nella malattia celiaca

La malattia celiaca è una malattia autoimmune alla cui insorgenza concorrono, come è noto, numerosi fattori. Tutti sanno infatti che  il “glutine” è l’agente scatenante, e che chi possiede  i geni per le molecole HLA-DQ2  e/o -DQ8 il rischio è più alto, tuttavia molti altri fattori e il loro ruolo nella malattia sono ancora poco conosciuti. Come è noto l’intestino è il luogo dove si svolgono i principali eventi patologici della celiachia ma, giova ricordare che nell’intestino vivono milioni di microbi che nel loro insieme costituiscono il “microbioma intestinale”. Esso, di norma, contribuisce al nostro benessere ma,  quando l’equilibrio tra i vari microbi si altera, si possono avere effetti nocivi sia a livello intestinale che a livello sistemico, come già mostrato in altre patologie. Questa ricerca si propone di studiare nei soggetti celiaci il genoma di tutto il microbioma intestinale, evidenziarne le alterazioni  rispetto a quello di soggetti non celiaci, isolare i batteri coinvolti nella disbiosi  e valutarne le potenziali caratteristiche patogenetiche nella celiachia.

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Lucia Sacchetti
CEINGE-BIOTECNOLOGIE AVANZATE-S.C.A R.L. – Genetica Medica, Napoli

 

 

Gluten Sensitivity - Studio Clinico

Studio sulla sensibilità al frumento non celiaca (gluten sensitivity): rischio di malnutrizione, osteoporosi e malattie autoimmuni associate.

La sensibilità al frumento non dovuta a celiaca (NCWS) è un problema clinico di crescente interesse che sta catalizzando l’attenzione di molti ricercatori. Tuttavia, la sua stessa esistenza è discussa e non sono noti gli eventuali rischi associati a questa condizione.

Scopi del progetto sono:

A)    Valutare la reale esistenza della NCWS mediante la metodologia del challenge in doppio cieco (DBPC).

B)     Valutare la frequenza di malnutrizione, osteoporosi, malattie autoimmuni e lesioni del cavo orale nei pazienti con NCWS

C)    Cercare marcatori immunologici mucosali per la diagnosi di NCWS

Si  utilizzerà un rigoroso challenge in doppio cieco per verificare l’esistenza della NCWS. In altri termini, nei pazienti in cui si sospetta che i sintomi siano dovuti all’ingestione del frumento, dopo avere escluso con certezza la diagnosi di celiachia, si avvierà una dieta priva di frumento. Se i pazienti realmente staranno meglio durante la dieta, si procederà a reintrodurre il frumento sotto forma di capsule (questo è il “challenge”) e senza che il paziente sia a conoscenza se la capsula che assume contenga farina di frumento o di riso (per questo di parla di “studio in cieco”). In tal modo, la reazione clinica che si osserva non sarà influenzata da effetti psicologici (paura di star male quando si mangia frumento).

Nei pazienti diagnosticati, si valuteranno i seguenti aspetti: parametri nutrizionali, densità minerale ossea, frequenza di autoanticorpi circolanti e di malattie autoimmuni, frequenza di lesioni del cavo orale. Questo per valutare se i pazienti con NCWS corrono rischi simili a quelli ben noti nei pazienti celiaci e quindi per comprendere quanto possa essere importante che anche questi pazienti seguano una dieta di eliminazione. Inoltre, saranno condotti studi istologici e citochinici sulla mucosa duodenale per trovare possibili “marcatori” della NCWS, cioè degli esami da effettuare per porre la diagnosi di NCWS.

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Antonio Carroccio
Università di Palermo - Dipartimento Biomedico di Medicina Interna e Specialistica - Laboratori del Dipartimento, Palermo

 

Dermatitte Erpetiforme - Clinica

L’insorgenza della dermatite erpetiforme nei pazienti con celiachia

La dermatite erpetiforme rappresenta la manifestazione cutanea specifica della celiachia, potendo essere considerata una vera e propria “celiachia della pelle”. Tuttavia, i motivi che determinano lo sviluppo della malattia soltanto in una minoranza di pazienti celiaci non sono ancora del tutto noti. Per tentare di fare luce su questo problema, nel presente progetto di ricerca verranno analizzati i meccanismi patogenetici all’origine della dermatite erpetiforme.

In particolare, saranno analizzati i linfociti T presenti sia a livello cutaneo che a livello intestinale, per valutare se il loro principale bersaglio molecolare sia rappresentato, come avviene nella celiachia, dalla transglutaminasi tissutale, oppure corrisponda ad un altro antigene in grado di indirizzare il fenotipo della malattia verso la comparsa delle manifestazioni cutanee.

Altro obiettivo dello studio è quello di caratterizzare il processo della risposta immunologica, andando a valutare se alterazioni delle popolazioni linfocitarie, come per esempio una riduzione dei linfociti T regolatori oppure una eccessiva attivazione di linfociti T effettori autoreattivi (tra cui i linfociti T helper 17), possano contribuire allo sviluppo della malattia.

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Marzia Caproni
Azienda Sanitaria di Firenze – Medicina Interna, Firenze

 

Celiachia - Immunologia

Studio dell’espressione genica degli alleli HLA-DQ associati alla malattia celiaca nell’induzione di una risposta immunitaria anti-glutine da parte dei linfociti T CD4+

La malattia celiaca è causata da una risposta immune al glutine del grano da parte dei linfociti T CD4+ intestinali, e le molecole HLA espresse dalle cellule dei pazienti rappresentano un importante fattore di rischio. In particolare, fondamentali sono le molecole HLA-DQ2.5 che hanno la funzione di presentare i peptidi immunogenici del glutine (particolari frazioni delle proteine del glutine) alle cellule T CD4+, determinandone l’attivazione che porta alla reazione immune. Il numero degli aggregati che si formano tra le molecole DQ2.5, codificate dai geni DQA1*05 e DQB1*02, e i peptidi del glutine definisce l’intensità dell’attivazione e la proliferazione dei linfociti T CD4+ intestinali e quindi il rischio di ammalarsi. Lo scopo di questo progetto è quello di verificare  che l’efficacia della risposta immunitaria dei linfociti T CD4+ intestinali dipenda non solo dal numero di geni DQA*05 e DQB*02 delle cellule dei pazienti, ma sia strettamente correlata all’intensità con cui tali geni diano poi luogo alle corrispondenti molecole HLA-DQ2.5. Utilizzando le cellule coinvolte nella risposta immune al glutine, ottenute da pazienti celiaci, misureremo l’effettiva quantità sia delle molecole HLA-DQ2.5 sia degli intermediari genetici (detti RNA messaggeri) che portano poi alla produzione di tali molecole e analizzeremo il meccanismo con cui gli RNA messaggeri vengono regolati. L’obiettivo finale del progetto sarà quello di mettere a punto un test innovativo per effettuare una diagnosi precoce e non invasiva della malattia che consenta di  poter fare una previsione più accurata della gravità della patologia in ogni singolo soggetto celiaco.

 

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Giovanna Del Pozzo
Istituto di Genetica e Biofisica-CNR, Napoli

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