BANDO FC 2017 FELLOWSHIPS

PROGETTI DI BORSE DI STUDIO TRIENNALI

FINANZIATI CON IL GRANT FC 2017

 

totale stanziato € 425.000

 

Nel 2017 FC ha lanciato il 2° Bando Fellowships per il finanziamento di borse di studio triennali su celiachia e dermatite erpetiforme, per uno stanziamento complessivo di € 425.000 pari a 5 Borse di Studio triennali.

1.Cosa è il Bando FC 2017 Fellowships

-  Si tratta di un Bando nazionale per il finanziamento di Borse di Studio triennali su celiachia e dermatite erpetiforme
-  Vi hanno partecipato Laureati e Dottorati, che hanno conseguito dopo il 31 Dicembre 2010 una Laurea a Ciclo Lungo (5-6 anni) o Laurea Magistrale in discipline scientifiche

2.   Gli Obiettivi del Bando FC 2017 Fellowships

-  Fornire ai giovani uno strumento per iniziare la carriera scientifica sulla celiachia
 -  Aumentare l’affiliazione delle nuove generazioni di medici e ricercatori verso AIC e FC


3.   Cosa finanzia il Bando FC 2017 Fellowships

-  Il Grant finanzia un totale di € 85.000 a progetto comprensivi di: 1) € 75.000 in 3 anni per il salario del borsista; 2) € 10.000 come contributo una tantum da usarsi durante il programma triennale per reagenti e consumabili.

4.   Tematiche di Ricerca

-  Celiachia e dermatite erpetiforme

5.   Aree di Ricerca

-  Medico-scientifica
-  Food Technology

6.   Valutazione Scientifica Peer Review

Tutte le domande di partecipazione conformi alle regole del Bando sono inviate ai revisori internazionali   

Ogni progetto è valutato da 3 revisori

I principali criteri di valutazione scientifica dei progetti sono:

-   Alta priorità scientifica
-   Chiarezza degli obiettivi del Progetto
-   Progresso nella comprensione della patologia (dal punto di vista biologico o clinico) e/o del suo trattamento/terapia
-   Innovazione e Originalità

 7.   Formazione della Graduatoria di Merito

-   I punteggi conferiti ai Progetti dai revisori portano alla formazione delle Graduatorie di Merito
-   La Fondazione Celiachia conferisce il finanziamento (Grant) ai progetti di ricerca più meritevoli



I PROGETTI FINANZIATI CON IL GRANT FC 2017

 

Borsa di Studio triennale 007_FC_2017

Studio sulla Celiachia – Area: Genetica

MECCANISMI DI REGOLAZIONE DEI GENI CANDIDATI NELLA MALATTIA CELIACA 

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Donatella Cielo, Università Federico II Napoli

Background

Gli studi di associazione genetica hanno identificato 112  polimorfismi a singolo nucleotide (SNPs) associati alla malattia celiaca (MC) di cui il  90% si trova  in regioni non codificanti del genoma, suggerendo che la maggior parte degli SNP associati alla MC hanno un ruolo potenzialmente regolatorio. Lo studio dei meccanismi di regolazione epigenetica potrebbe aiutare a completare le informazioni riguardo alla ereditarietà della MC. Nel corso degli ultimi anni, è stato scoperto che gli RNA non codificanti (ncRNAs), definiti come piccole molecole di RNA che sono trascritte ma non tradotte in proteine, rappresentano la maggior parte dei trascritti umani. Inoltre, è anche noto che essi sono fortemente coinvolti nella regolazione post-trascrizionale dell'espressione genica che quindi  non è controllata solo da fattori di trascrizione, come si pensava. Gli RNA non codificanti che influenzano i processi epigenetici possono essere raggruppati in “short ncRNAs” e “long ncRNAs”, questi ultimi saranno oggetto del nostro studio.

Obiettivi

Lo scopo dello studio sarà valutare l’effetto e la localizzazione di 7 SNPs presenti nella sequenza di 7 lncRNA associati alla MC che ne influenzano la loro funzionalità, in sezioni fissate in formalina (FFPE) di biopsie intestinali di pazienti celiaci e in cellule intestinali epiteliali e non epiteliali.

Successivamente saranno esplorati i geni e i pathways molecolari regolati dai 7 lncRNA , nel contesto cellulare più adeguato in base alla loro localizzazione e/o alla loro specifica funzione molecolare.

Infine, analizzeremo l’effetto dei 7 SNP dei lncRNA direttamente in linee cellulari ingegnerizzate, per dimostrare il rapporto causa effetto tra la presenza del singolo polimorfismo e l’alterazione dei lncRNA e dei relativi pathways molecolari.

Metodologia

Per la localizzazione e quantizzazione dei lncRNAs regolati da SNP associati alla celiachia, selezioneremo le biopsie intestinali in paraffina di 20 soggetti celiaci, 20 soggetti controllo  e 20 pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) della nostra banca dati. Osserveremo la localizzazione di lncRNA all'interno di sezioni paraffinate  combinando tecniche di ibridazione in situ (ISH)ed immunoistochimica (IHC)sullo stesso campione in una popolazione cellulare specifica. Sui lncRNA che risulteranno deregolati nella popolazione di pazienti celiaci effettueremo un’analisi di predizione bioinformatica dei geni target e dei pathways molecolari regolati dai singoli lncRNA. Per la conferma dei dati sulle cellule intestinali isolate da biopsia intestinale, saranno reclutati 20 pazienti celiaci, 20 con malattie infiammatorie croniche e 20 pazienti controllo affetti da disturbi funzionali (CTR), da cui isoleremo le cellule epiteliali e non epiteliali per analizzare l’espressione dei lncRNA e dei geni da essi regolati.

Risultati attesi

I risultati di questo studio potrebbero essere la prima dimostrazione del diretto contributo dei meccanismi di regolazione epigenetica nella patogenesi della MC e potrebbero fornire un contributo sostanziale per elucidare i meccanismi alla base della cosiddetta ”eriditarietà mancante “della MC. 

L’impatto dello studio sulla conoscenza e/o sul trattamento della malattia celiaca in termini di innovazione e originalità

L’ esplorazione dell’intero Genoma Umano in decine di migliaia di soggetti celiaci ha contribuito a chiarire solo una piccola parte della ereditarietà della celiachia. La maggior parte dei polimorfismi trovati in associazione con la malattia non alterano la produzione di proteine, ma, con ogni probabilità, modificano il profilo di funzionamento di geni comuni. Per la prima volta esploreremo gli RNA non codificanti che partono dal nucleo verso il citoplasma della cellula per regolare la funzione di geni comuni. Questo tipo di studio può essere la chiave di volta per conoscere le modificazioni indotte dal glutine in soggetti geneticamente predisposti. La maggior parte degli studi precedenti si è focalizzato sullo studio della genetica classica mentre l’innovazione del nostro  studio sta proprio nell’analisi del “reguloma” del celiaco, ossia elementi nuovi mai studiati, che ci potrebbero aiutare a chiarire i meccanismi che sono alla base della MC.

I benefici per il paziente nel medio o lungo termine

Il progresso nella conoscenza dei meccanismi di regolazione dei geni comuni, coinvolti nella risposta al glutine solo nei soggetti celiaci e non in altri, è la premessa fondamentale per arrivare a modulare l’ anomala risposta immune al glutine.

 

 

Borsa di Studio triennale 009_FC_2017

Studio sulla Celiachia – Area: Clinica

RUOLO DEL RECETTORE CB2 NELLA PATOGENESI DELLA MALATTIA CELIACA E NELLA PERDITA DI MASSA OSSEA AD ESSA ASSOCIATA

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Chiara Tortora, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Napoli

Background

La celiachia è una malattia autoimmunitaria scatenata, in individui predisposti, dall’ingestione di glutine (contenuto in cereali come frumento, orzo, farro etc) che provoca un’ infiammazione cronica dell’intestino, con conseguente malassorbimento di vitamine, tra cui la D, e di oligoelementi preziosi come il calcio, e può causare osteoporosi nel 60% dei casi.

Un’alimentazione senza glutine per tutta la vita è attualmente l'unica cura possibile, ma questa è certamente una grossa limitazione. Sicuramente ogni celiaco desidera non dover avere più restrizioni alimentari.  Oltretutto una dieta senza glutine non è sempre sufficiente per ripristinare la massa ossea, infatti, un 30% dei celiaci continua a presentare osteoporosi. Sarebbe dunque auspicabile scoprire una cura alternativa alla dieta priva di glutine.

L’attivazione del recettore cannabinoide di tipo 2 (CB2) ha un’azione sul sistema immunitario ed ha effetti anti-infiammatori. In uno studio precedente abbiamo dimostrato una significativa associazione tra una variante del gene CNR2, codificante per il recettore CB2, e la malattia celiaca, ed osservato un’aumentata espressione del recettore CB2 in biopsie intestinali di celiaci. Abbiamo inoltre già dimostrato, che farmaci che agiscono sul recettore CB2 possono ridurre la perdita di massa ossea associata a diverse patologie.

Obiettivi

Proponiamo di studiare il possibile coinvolgimento del recettore CB2 nella patogenesi della celiachia e nella perdita di massa ossea ad essa associata.

Metodologia

Valuteremo i possibili effetti anti-infiammatori e anti-osteoporotici di un composto che agisce sul CB2, in linfociti e macrofagi isolati da biopsie intestinali e in osteoclasti differenziati dal sangue periferico di pazienti celiaci. A tale scopo saranno utilizzate tecniche di biologia cellulare, biologia molecolare e biochimica.

Risultati attesi

Ci aspettiamo di identificare un nuovo bersaglio farmacologico in grado di ridurre la risposta infiammatoria indotta dal glutine e la perdita di massa ossea.

L’impatto dello studio sulla conoscenza e/o sul trattamento della malattia celiaca in termini di innovazione e originalità

Tale studio apporterà sicuramente nuove conoscenze sulla patogenesi della celiachia e sull’osteoporosi ad essa associata, analizzando il possibile coinvolgimento del recettore CB2, già noto per la sua capacità di regolare risposte infiammatorie e ridurre la perdita di massa ossea in patologie diverse dalla celiachia.

I benefici per il paziente nel medio o lungo termine

Fornire un’alternativa alla dieta priva di glutine e, nel contempo, contrastare l’ osteoporosi associata alla celiachia.

 

 

Borsa di Studio triennale 014_FC_2017

Studio sulla Celiachia – Area: Immunologia

FUNZIONE IMMUNOMODULATORIA DEI LINFOCITI T ?δ+ INTRAEPITELIALI NELLA PATOLOGIA CELIACA; RISPOSTA IMMUNE ALLA GLIADINA IN VIVO E IN VITRO

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Vera Rotondi Aufiero, ISA-CNR  Istituto di Scienze Alimentari, Avellino

Background

Un aumento dei linfociti T intraepiteliali (IELs) γδ+ è stato osservato in tutti gli stadi della malattia celiaca, nei pazienti celiaci a dieta senza glutine e in alcuni parenti di primo grado di pazienti celiaci. Risultati presenti in letteratura suggeriscono una funzione immunomodulatoria dei IELs γδ+. Tale funzione potrebbe essere alterata dalla produzione della citochina IL-15, overespressa nella celiachia attiva. Inoltre, come dimostrato dal mio gruppo di ricerca, l’aumentata espressione della citochina IL-15, altera la funzione delle cellule T regolatorie nella MC.

Obiettivi

Questo studio si propone di analizzare la funzione immunomodulatoria dei IELs γδ+ in vivo, nella mucosa intestinale dei pazienti nei diversi stadi di lesioni istologiche in corso di celiachia (Marsh I, II e III), e in vitro, mediante coltura d’organo di biopsie intestinali di pazienti celiaci in remissione stimolate con la gliadina, in presenza o assenza di IL-15.

Metodologia

I IELs γδ+, identificati mediante tecnica immunoistochimica e isolati con la tecnica della microdissezione laser, verranno utilizzati per valutare i livelli di espressione delle citochine pro- e anti- infiammatorie, maggiormente coinvolte nella patogenesi della malattia celiaca, mediante Real time-PCR.

Risultati attesi

Possibile soppressione della funzione immunoregolatoria dei IELs γδ+ da parte dell’IL-15.

L’impatto dello studio sulla conoscenza e/o sul trattamento della malattia celiaca in termini di innovazione e originalità

Una migliore conoscenza dei fattori che modulano la funzione dei IELs γδ+ potrebbe mettere in luce il potenziale di queste cellule, fornendo un possibile aiuto nell’identificazione di strategie terapeutiche per i pazienti affetti da patologia celiaca.

I benefici per il paziente nel medio o lungo termine

Eventuali strategie immunoterapeutiche basate sull’espansione dei linfociti T intraepiteliali γδ+.

 

 

Borsa di Studio triennale 015_FC_2017

Studio sulla Celiachia – Area: Genetica

ANALISI DELL’ESPRESSIONE DI microRNA E ALTRI PICCOLI RNA NON CODIFICANTI IN RELAZIONE ALLA CELIACHIA

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Antonio Francavilla, Italian Institute for Genomic Medicine, Torino

Background

La ricerca di nuovi marcatori molecolari per la diagnosi ed il monitoraggio della Celiachia è molto importante. A tal proposito, i microRNA (miRNA) e altri piccoli RNA non codificanti (sncRNA) costituiscono specie molecolari molto interessanti da studiare in tipi di tessuto differenti. Infatti, la loro espressione alterata caratterizza una serie di malattie, candidandoli quindi come potenziali biomarcatori anche per questa patologia complessa. 

Obiettivi

Pochi studi, al momento, hanno esplorato gli sncRNA in relazione alla Celiachia e alla dieta senza glutine e questo argomento costituisce l’obiettivo del progetto di ricerca. Nello studio verranno raccolti campioni di plasma e feci da soggetti celiaci reclutati alla diagnosi e dopo circa un anno dall’inizio della dieta senza glutine e da celiaci che conducono tale dieta già da tempo. I risultati verranno comparati con quelli di individui sani, privi di restrizioni alimentari e da pazienti affetti da malattie gastrointestinali croniche che coinvolgono processi infiammatori.

Metodologia

Nei campioni biologici raccolti verranno estratti e sequenziati gli sncRNA mediante next-generation sequencing. Successive analisi bioinformatiche e statistiche permetteranno di confrontare l’espressione degli sncRNA tra le categorie oggetto di studio.

Risultati attesi

Si prevede di ottenere profili di espressione di sncRNA che caratterizzano i soggetti celiaci prima e dopo il cambio di dieta, rispetto ad individui non affetti o con altre malattie gastrointestinali (quali coliti ulcerose, morbo di Crohn).

L’impatto dello studio sulla conoscenza e/o sul trattamento della malattia celiaca in termini di innovazione e originalità

I pattern di espressione di molecole di RNA non codificante e i relativi pathway biologici influenzati potrebbero evidenziare i cambiamenti a livello intestinale o sistemico a seguito del cambiamento di regime alimentare e della composizione del microbioma intestinale.  

I benefici per il paziente nel medio o lungo termine

I profili d’espressione di queste molecole nelle tipologie di campioni biologici analizzati potrebbero rappresentare biomarcatori non invasivi in grado di migliorare la sensibilità e la specificità degli attuali test in uso come strumento utile per monitorare lo stato di salute dei celiaci.

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