BANDO FC 2018 FELLOWSHIPS

I Programmi Triennali di Studio selezionati con il Bando FC Fellowships 2018 

 

Borsa di Studio triennale 001_FC_2018 

EFFETTI CELLULARI E MOLECOLARI DELLE ESORFINE DERIVATE DAL GLUTINE SUL PROCESSO TUMORIGENICO: UNO STUDIO PILOTA IN VITRO.

 

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Federico Manai, Università di Pavia
Studio sulla Celiachia
Area: Oncologia

 

Lo scenario

La digestione enzimatica del glutine genera diversi tipi di peptidi incluse le esorfine del glutine, che legano e attivano i recettori per gli oppiodi. Tale legame altera l’espressione di geni coinvolti nella risposta allo stress ossidativo e nell’infiammazione. I recettori per gli oppiodi sono presenti a livello dell’intestino in diverse cellule, tra cui le cellule enteriche della glia, le quali regolano la funzionalità intestinale e l’insorgenza della risposta infiammatoria. È noto che stati infiammatori cronici costituiscono una forte componente di suscettibilità per l’insorgenza di neoplasie. Soggetti con celiachia attiva non diagnosticata o che non aderiscono costantemente e pienamente alla dieta senza glutine hanno maggior probabilità di sviluppare linfomi e adenocarcinomi dell’intestino tenue. Il ruolo delle cellule enteriche della glia nelle malattie infiammatorie gastro-intestinali è sempre più chiaro, anche se ancora poco si conosce nell’ambito della celiachia.  

Obiettivi

Sviluppare un modello in vitro che permetta lo studio degli effetti delle esorfine del glutine sulle cellule enteriche della glia dell’intestino, in particolare lo studio delle alterazioni coinvolte nella risposta infiammatoria e nella trasformazione tumorale, allo scopo di mettere a punto strategie molecolari che blocchino gli effetti pro-tumorali delle esorfine del glutine.

Metodologia

Le cellule enteriche della glia saranno estratte da 10 pazienti celiaci pediatrici e da 10 soggetti di controllo, e caratterizzate mediante l’analisi di specifici marcatori. Si procederà con la somministrazione di esorfine del glutine e la valutazione della risposta cellulare e molecolare. Le cellule enteriche della glia saranno successivamente coltivate in sistema Transwell con linee tumorali di linfoma e adenocarcinoma per studiare l’eventuale rilascio di fattori pro-tumorali a seguito del trattamento con esorfine del glutine. Tutte le analisi e le indagini saranno condotte mediante diverse metodiche, tra cui citofluorimetria, Single Cell Analysis, immunofluorescenza, saggi ELISA.

Risultati attesi 

Identificare le differenze a livello molecolare tra pazienti celiaci e i soggetti di controllo nelle cellule enteriche della glia esposte allo stimolo pro-tumorale delle esorfine del glutine.

L’impatto dello studio sulla conoscenza e sul trattamento della malattia celiaca in termini di innovazione e originalità

Il progetto potrebbe avere un impatto sulla conoscenza della patologia, in particolare il ruolo delle esorfine del glutine nelle complicanze della celiachia (risposta infiammatoria e tumorigenesi).

I benefici per il paziente nel medio o lungo termine 

L’identificazione di geni attivati specificamente nei pazienti celiaci può portare a trattamenti molecolari (strategie antisenso o siRNA) per impedire la trasformazione tumorale indotta dalle esorfine del glutine.

 

 

Borsa di Studio triennale 008_FC_2018

STUDIO DELLA INTERAZIONE TRA I MASTOCITI E CANDIDA ALBICANS NELLO SVILUPPO DELLA CELIACHIA

 

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Giorgia Renga, Università di Perugia
Studio sulla Celiachia
Area: Infiammazione

 

Lo scenario

La celiachia è una malattia immuno-mediata caratterizzata da un’infiammazione cronica dell’intestino tenue in cui, accanto al sistema immunitario adattativo, un ruolo importante è svolto dal sistema immunitario innato e in particolare dai mastociti, grazie alla loro capacità di modulare risposte infiammatorie o protettive a livello della mucosa intestinale. È stato osservato come l’aumento di mastociti nei soggetti con celiachia correli con il progredire dell’infiammazione, suggerendo un possibile ruolo nell’insorgenza e nell’andamento della patologia. Inoltre, recentemente è stata dimostrata l’esistenza di una stretta interazione tra i mastociti e Candida albicans (un fungo commensale normalmente presente nel tratto gastrointestinale umano) nello sviluppo della celiachia in determinate condizioni, a causa dell’elevata omologia tra la gliadina (componente del glutine) e una proteina espressa da Candida albicans.

Obiettivi

Studiare il ruolo dei mastociti nella patogenesi della celiachia, in particolare i meccanismi alla base dell’interazione tra mastociti e C. albicans, e definire l’impatto dell’utilizzo di diversi farmaci (tra cui gli antifungini e gli antibiotici) sulle condizioni che determinano lo sviluppo di celiachia in presenza di C. albicans. 

Metodologia

È previsto l’induzione di intolleranza al glutine in diversi modelli murini anche infettati con C. albicans allo scopo di misurare lo stato infiammatorio (istologia, ELISA, PCR), il carico fungino, e le variazioni di microbioma e metabolomiche (Next-Generation Sequencing, spettrometria di massa).

L’impatto dello studio sulla conoscenza e sul trattamento della malattia celiaca in termini di innovazione e originalità

Il progetto potrebbe avere un impatto sulla conoscenza dell’insorgenza della malattia celiaca, in particolare i meccanismi con cui i mastociti influenzano la patogenicità di C. albicans, anche in relazione con il sesso del paziente.

I benefici per il paziente nel medio o lungo termine 

La traslazione dei risultati murini nella clinica potrebbe portare alla definizione di un algoritmo che consenta una terapia antifungina mirata ed al contempo innovativa (utilizzo dei postbiotici) in pazienti con celiachia, stratificando i soggetti in base al rischio di sviluppare una infezione patologica da C. albicans.

 

 

Borsa di Studio triennale 011_FC_2018

DEFINIZIONE E CONVALIDA DEI BIOMARCATORI PER VALUTARE LA CONFORMITÀ ALLA DIETA SENZA GLUTINE NEI PAZIENTI CELIACI

 

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Albino Coglianese, Università degli Studi di Salerno
Studio sulla Celiachia
Area: Epidemiologia

 

Lo scenario

Una dieta scrupolosa e permanente senza glutine (gluten-free diet, GFD) è l'unico trattamento ad oggi disponibile per i pazienti affetti da malattia celiaca. Tuttavia la trasgressione, volontaria o involontaria, nella dieta nel paziente celiaco è relativamente frequente (32,6-55,4%) ed i metodi disponibili per valutare l’adesione del paziente alla GFD non sono abbastanza sensibili per rilevare le trasgressioni occasionali della dieta, che comportano un danno alla mucosa intestinale del celiaco.

Obiettivi

Sviluppare un protocollo di analisi quali-quantitativa che valuti la non aderenza dei pazienti celiaci alla GFD attraverso la misurazione combinata in feci e urine di biomarcatori specifici per l'esposizione al glutine quali il peptide "33 mer" e specifiche classi di molecole (alchil-resorcinoli).

Metodologia

La tecnica analitica scelta per la quantizzazione dei biomarcatori, opportunamente estratti e isolati dalle matrici biologiche analizzate, è la cromatografia liquida ad alte prestazioni accoppiata a spettrometria di massa tandem (UPLC-MS/MS).

Risultati Attesi

Mettere a punto una metodica diagnostica facilmente eseguibile, volta a valutare l'aderenza del paziente celiaco alla GFD e che consenta di rilevare le eventuali distrazioni dalla dieta o l'assunzione involontaria di alimenti contaminati dal glutine (superiore a 20 ppm), in ogni occasione inclusa la comparsa di sintomi acuti.

L’impatto dello studio sulla conoscenza e sul trattamento della malattia celiaca in termini di innovazione e originalità

Il progetto potrebbe avere un impatto sul monitoraggio della patologia, il cui carattere innovativo risiede i) nella valutazione combinata di due diversi marcatori di esposizione al glutine presenti in matrici biologiche facilmente ottenibili e in assenza di prelievi invasivi, e ii) nell’utilizzo della spettrometria di massa, una metodica caratterizzata da elevata affidabilità e riproducibilità, e da un basso costo di analisi.

I benefici per il paziente nel medio o lungo termine

I biomarcatori analizzati rispondono correttamente alla necessità di un accurato monitoraggio dell’aderenza del paziente celiaco alla GFD, e potrebbero avere un ruolo anche nelle seguenti situazioni:

  • Rilevamento di involontaria assunzione di cibo contaminato dopo comparsa di sintomi acuti
  • Diagnosi precoce della celiachia e gestione della dieta in pazienti con celiachia refrattaria o non reattivi
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