La produzione di anticorpi anti-endomisio non è in relazione al danno istologico indotto in laboratorio dalla riesposizione al glutine

Endomysial antibody production is not related to histological damage after in vitro gluten challenge

Autori: Biagi F, Parnell NDJ, Ellis HJ, Ciclitira PJ 

Dipartimento di Gastroenterologia, St Thomas’ Hospital, Londra

Rivista: European Journal of Gastroenterology & Hepatology 2000; 12: 57-70

Gli anticorpi anti-endomisio (EMA) sono marcatori specifici di celiachia. Negli anni novanta si è finalmente compreso che la transglutaminasi tissutale rappresentava il principale antigene di questi anticorpi, e si ci interrogava se potessero avere un ruolo patogenetico, contribuendo al danno tissutale.

In questo lavoro, i gastroenterologi del St Thomas’ Hospital di Londra hanno studiato se in vitro la produzione di EMA era correlabile con il danno mucosale indotto dalla gliadina: se presenti, gli EMA avrebbero rappresentato una facile metodica per valutare la tossicità in vitro di vari peptidi gliadinici su frammenti bioptici in coltura.

A questo proposito, sono state ottenute biopsie intestinali da 7 pazienti celiaci a dieta senza glutine: almeno una biopsia di ciascun paziente è stata poi immediatamente congelata per la valutazione morfometrica iniziale; le altre biopsie destinate al protocollo di ricerca sono state invece messe in coltura per 24 ore, con o senza gliadina predigerita enzimaticamente. L’altezza delle cellule dell’epitelio intestinale è stata presa come riferimento per valutare la tossicità in vitro, poiché è noto che una sua riduzione è indice di danno intestinale. In aggiunta, sono stati ricercati gli EMA sia nel siero del paziente che nel sopranatante delle colture intestinali cui era stata aggiunta la gliadina.

Come precedentemente dimostrato da altri lavori, in questo modello sperimentale la gliadina predigerita enzimaticamente si è rivelata altamente capace di indurre danno intestinale sulla mucosa di celiaci in remissione clinica.

Tuttavia, la produzione di EMA non è stata individuata in tutte le colture d’organo dopo riesposizione alla gliadina, risultato che si è registrato bensì solo in 4 pazienti su 7. Questo dato potrebbe essere interpretato alla luce della maggiore durata della dieta senza glutine nei pazienti che non producono in vitro gli EMA in seguito al challenge, ossia la riesposizione alla gliadina. In via speculativa, gli autori asseriscono che una dieta senza glutine di lungo corso potrebbe far ridurre il numero di linfociti B di memoria (cellule che producono gli anticorpi) presenti all’interno della mucosa e capaci di attivarsi in un così breve lasso di tempo (24 ore della coltura cellulare). 

In accordo con altri lavori, sembrerebbe evidente che nella celiachia la produzione di anticorpi sia solo un epifenomeno, una conseguenza dell’attivazione dell’immunità cellulo-mediata, piuttosto che un momento patogenetico essenziale nel determinare il danno intestinale.

In conclusione, sulla base di questi dati gli autori affermano che la produzione di EMA è indipendente dal danno indotto dalla riesposizione in vitro alla gliadina e, pertanto, il rilievo di questi anticorpi nel sovranatante delle colture intestinali non può assurgere a marcatore di tossicità della gliadina.

 

(testo a cura del Dr. Francesco Valitutti e del Prof. Gino Roberto Corazza)

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