Caratterizzazione di uno dei frammenti tossici di gliadina

Characterizing one of the DQ2 candidate epitopes in coeliac disease: A-gliadin 51–70 toxicity assessed using an organ culture system

Autori:  Martucci S a,b, Fraser JC a, Biagi F a,b, Corazza GR b, Ciclitira PJ a and Ellis HJ a

a Dipartimento di Gastroenterologia, St Thomas’ Hospital, Londra

b Unità di Gastroenterologia, IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia

Rivista: European Journal of Gastroenterology & Hepatology 2003; 15: 1293-1298

 

    Come noto, nella celiachia diversi peptidi gliadinici fungono da epitopi, ovvero parti di antigene che attivano la risposta immunitaria. Durante tutta la scorsa decade, molti gruppi di ricerca hanno focalizzato la loro attenzione su questi peptidi. In questo lavoro, una task force di ricercatori italiani ed inglesi ha identificato una nuova molecola tossica per i celiaci: il peptide 51-70.

La tossicità della molecola sintetizzata ad hoc, pressappoco analoga per sequenza ad altri peptidi tossici già individuati, è stata dimostrata in vitro, grazie ad un modello sperimentale di biopsie intestinali in coltura che consente di simulare, con buona approssimazione, la complessità delle interazioni immunologiche in mucosa.

A questo proposito, sono state ottenute delle biopsie intestinali da 12 pazienti sottoposti ad endoscopia del tratto digerente superiore, di cui: 8 celiaci in remissione (a dieta senza glutine), 2 celiaci alla diagnosi (a dieta contenente glutine) e 2 controlli (non celiaci, a dieta contenente glutine). Le biopsie intestinali sono state successivamente incubate con il peptide  51-70; alcuni frammenti bioptici, invece, sono stati messi in coltura con ovoalbumina o con un preparato di gliadina digerita enzimaticamente mediante pepsina e tripsina, rispettivamente a mo’ di controllo positivo e negativo. La tossicità intestinale è stata poi valutata attraverso l’analisi morfometrica dell’altezza delle cellule epiteliali (enterociti).

In seguito all’incubazione con il peptide in questione, nei pazienti celiaci, sia quelli neodiagnosticati che quelli in remissione, si è registrata una significativa riduzione dell’altezza delle cellule, valido marcatore di danno intestinale. Ad ogni modo, il peptide si è rivelato  tossico solo in 8 dei 10 pazienti celiaci; per contro, in 2 pazienti -uno appena diagnosticato e l’altro già a dieta senza glutine- non si è potuta evidenziare alcuna riduzione dell’altezza degli enterociti, così come nei due controlli non celiaci.

Sempre nell’ambito di questo studio è stata poi valutata la presenza di anticorpi anti-transglutaminasi nel sopranatante delle colture mediante tecnica ELISA (Enzyme-linked immunosorbent assay): in questo caso, l’analisi non ha rivelato la produzione dei suddetti anticorpi nel modello sperimentale utilizzato.

     In conclusione, gli autori hanno potuto identificare in vitro un nuovo peptide gliadinico, il 51-70, tossico per alcuni celiaci, ma non per altri; le ragioni per cui questo epitopo può non risultare immunologicamente determinante in alcuni pazienti non sono note e rappresentano un campo fertile per ulteriori indagini.

 

(testo a cura del Dr. Francesco Valitutti e del Prof. Gino Roberto Corazza)

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