Ricerca Clinica aprile 2017

1. J Gastroenterol. 2017

FOTOGRAFIA DELLA CELIACHIA… IN GIAPPONE

Fukunaga M, Ishimura N, Fukuyama C, Izumi D, Ishikawa N, Araki A, Oka A, Mishiro T, Ishihara S, Maruyama R, Adachi K, Kinoshita Y.

Sono pochi casi i di celiachia segnalati nella popolazione del Sol Levante. Ciò è attribuibile alla scarsa
frequenza dei geni predisponenti (HLA-DQ2 e HLA-DQ8) e - almeno fino a qualche decade fa - al ridotto consumo di glutine.
Pubblicato questo mese uno studio su larga scala mirato a quantificare la frequenza di celiachia in una popolazione giapponese sana ed
in un sottogruppo con sintomatologia gastrointestinale. Tra gli oltre 2000 nipponici senza disturbi, 161 soggetti studiati sono risultati positivi
per gli anticorpi antitransglutaminasi; tuttavia, solamente in un caso è stata confermata poi la celiachia alla biopsia intestinale.
Dei 47 pazienti con sintomi suggestivi di celiachia, una sola diagnosi di celiachia è stata confermata sia dalla positività degli anticorpi che della
biopsia intestinale.In conclusione, lo studio ha documentato una bassa prevalenza di celiachia in Giappone, sia tra i soggetti con sintomi suggestivi
che nella popolazione generale. 

 

 

2. Pediatr Infect Dis J. 2017

VACCINAZIONE ANTI-ROTAVIRUS, CELIACHIA E DIABETE DI TIPO 1.

Outi V, Jukka J, Mika L, Tuija L.

Ancora oggi non sono noti i cofattori ambientali che determinano lo sviluppo della celiachia o di altre malattie autoimmuni come il diabete
di tipo 1 nei soggetti con predisposizione genetica. Poche evidenze scientifiche permettono di ipotizzare che la gastroenterite da rotavirus
– una delle più comuni infezioni della prima infanzia – possa contribuire alla perdita di tolleranza nei confronti del glutine.
La vaccinazione contro il rotavirus riduce le ospedalizzazioni per diarrea acuta severa nei primi due anni di vita nei paesi sviluppati;
inoltre, nei paesi in via di sviluppo il presidio vaccinale riduce la mortalità infantile per gastroenteriti acute.
Tuttavia, non è noto se la vaccinazione per il rotavirus eserciti un qualche ruolo preventivo nei confronti della celiachia.
Uno studio finlandese ha recentemente valutato le differenze in termini di sviluppo di celiachia e diabete mellito di tipo 1
in 495 bambini nati tra il 2009 ed il 2010, mettendo a confronto i vaccinati per il rotavirus ed i non vaccinati.
Dalle analisi si è potuto evincere che la vaccinazione per il rotavirus non determina cambiamenti significativi sul rischio di
sviluppare celiachia e/o diabete di tipo 1 nei 6 anni successivi.
Sebbene utile per prevenire la gastroenterite da rotavirus e le sue complicanze, ad oggi non ci sono dati a favore di un possibile
ruolo della vaccinazione nel prevenire la celiachia. “Non essendoci però differenze tra i due gruppi in quanto a sviluppo di celiachia
– concludono i ricercatori finlandesi – i nostri risultati  suggeriscono che la vaccinazione anti-rotavirus può comunque essere considerata
sicura nei soggetti a rischio.”

 

 

3. Drug Dev Ind Pharm. 2017

DERIVATO DELL’ACIDO IALURONICO… NEL TRATTAMENTO FARMACOLOGICO DELLA CELIACHIA?

Pitarresi G, Palumbo FS, Triolo D, Fiorica C, Giammona G.

Le prolilendopeptidasi sono enzimi batterici e/o fungini in grado di degradare il glutine. L’assunzione ai pasti di tali enzimi in formula
concentrata è una strategia terapeutica attualmente al vaglio di varie sperimentazioni. Rimane ancora da stabilire però quale sia la migliore
formulazione (compresse, capsule, sciroppo) per favorire l’attività di degradazione del glutine nel tratto digerente.
Per assicurare che tali enzimi mantengano la loro attività dopo l’assunzione, è essenziale infatti che siano stabili ai succhi gastrici ed intestinali.
A tale scopo un gruppo di ricercatori palermitani ha sviluppato un gel con acido ialuronico capace di inglobare e stabilizzare in tal modo gli enzimi anti-glutine.
In un modello sperimentale di fluidi intestinali, il team siciliano è riuscito a provare la stabilità ed il progressivo rilascio delle proliendopeptidasi.
Inoltre, gli stessi hanno dimostrato la non-tossicità del composto su linee cellulari specifiche.
Tale formulazione potrebbe essere un buon veicolo per gli enzimi anti-glutine, anche se questi dati dovranno essere ovviamente confermati in ambito clinico.

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