Pubblicazioni scientifiche di rilievo settembre 2018

1. United European Gastroenterol J 2018

LA QUALITÀ DI VITA NEI CELIACI ADULTI: QUAL È L’IMPATTO DELLA DIAGNOSI ATTRAVERSO PROGRAMMI DI SCREENING DURANTE L’INFANZIA?

Kivelä L, Popp A, Arvola T, Huhtala H, Kaukinen K, Kurppa K.

Tra le motivazioni che sono state sempre addotte contro lo screening della celiachia nei soggetti asintomatici si annoverano: 1) che non si conoscono gli eventuali miglioramenti in termini di qualità di vita; 2) che non è noto se la compliance dietetica – ovvero l’adesione alla dieta senza glutine - sarà adeguata in futuro.
Uno studio finlandese ha segnalato come i celiaci adulti diagnosticati nell’infanzia grazie a programmi di screening abbiano indicatori di qualità di vita comparabili a quelli della controparte diagnosticata perché sintomatica; inoltre, i livelli di adesione alla dieta sono risultati perfettamente omogenei nei due gruppi. Dati curiosi sono emersi comunque da chi veniva identificato mediante programmi di screening: tali soggetti erano meno frequentemente fumatori e meno frequentemente membri delle associazioni di pazienti celiaci.

 

2. Clin Transl Gastroenterol. 2018

ENZIMI CHE DIGERISCONO IL GLUTINE: UNO SPIRAGLIO PER SOGGETTI CON SENSIBILITA’ AL GLUTINE NON-CELIACA

Ido H, Matsubara H, Kuroda M, Takahashi A, Kojima Y, Koikeda S, Sasaki M.

Uno studio nippo-americano ha valutato l’efficacia di un farmaco contenente una combinazione di prolilendopeptidasi (enzimi capaci di digerire il glutine) nel controllo dei sintomi in un gruppo di pazienti con sensiblità al glutine non celiaca. 
Le prolilendopeptidasi sono enzimi di derivazione batterica e/o fungina in grado di degradare i residui di glutine non aggredibili dagli enzimi digestivi dell’uomo. L’assunzione ai pasti di tali enzimi in formula concentrata è una strategia terapeutica attualmente al vaglio di varie sperimentazioni.
I soggetti dello studio sono stati riesposti al glutine e contestualmente hanno assunto “in cieco” un placebo o il farmaco capace di digerire il glutine.
Il gruppo di soggetti con sensibilità al glutine non celiaca trattato con il farmaco ha avuto meno sintomi rispetto a quelli trattati con placebo. 
Seppur non proprio promettenti nel trattamento della celiachia, la terapia enzimatica potrebbe avere risvolti più interessanti nella gestione della sensibilità al glutine non celiaca.

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