Italo De  Vitis, Giovanni Gasbarrini  Ist. Medicina Interna e GeriatriaUniv. Cattolica del Sacro Cuore, Roma

Celiaco a…90 anni!

In un precedente numero di Celiachia Notizie (1/99) è stata data la notizia nell'ambito del resoconto sulla tavola rotonda tenutasi a Napoli nell'aprile u.s. riguardante la qualità di vita del paziente a dieta priva di glutine della possibilità di porre diagnosi di malattia celiaca (MC) anche in età geriatrica (oltre il 65° anno di età, secondo i dettami della Soc. Ital. Geriatria). Ma che senso ha fare diagnosi a questa età?

È quello che ci siamo chiesti anche nel nostro gruppo di studio coordinato e stimolato dal prof. G .Gasbarrini. E soprattutto ci siamo domandati se il paziente cui viene posta diagnosi in età geriatrica non sia piuttosto un celiaco "sfuggito" alle opportune indagini e quindi alla diagnosi o per trascuratezza del curante o perché portatore forse di uno di quei sintomi meno frequenti e pertanto meno noti come espressione clinica della malattia.

A tal proposito la letteratura non ci ha fornito particolare aiuto dal momento che i pochi casi riportati da vari Autori riguardavano forme aneddotiche con percentuali di prevalenza molto disparate.

Per tale motivo sono stati contattati diversi centri italiani di gastroenterologia particolarmente dedicati alla celiachia dell'adul-to, chiedendo:

1. se avessero, ed eventualmente in quanti casi, diagnosi di MC in età geriatrica;

2. quale fosse la modalità di presentazione della malattia;

3. se ed in quanti casi era stato possibile stabilire l'epoca di esordio della patologia .

Solo nove dei centri contattati hanno risposto all'appello, ma hanno permesso di raccogliere complessivamente circa 1300 casi di MC dell'adulto (che risulta essere fino ad oggi la  più ampia popolazione di celiaci adulti studiata) e tra questi sono stati individuati 60 casi di soggetti che hanno avuto la diagnosi oltre il 65° anno di età.

Analizzando la modalità di presentazione della MC si è visto che il sintoma più frequente è la diarrea (70%), seguita dal dimagramento e dal… malassorbimento.

A ben vedere tali sintomi sono proprio quelli ritenuti come segni tipici di malattia celiaca dell'adulto tanto da farli inquadrare nella cosiddetta forma classica di presentazione della malattia.

Per quanto riguarda i segni bioumorali più rappresentati in questa categoria di celiaci anziani, l'anemia e l'ipoalbuminemia sono le alterazioni più frequenti ed anche questi sono segni ematologici riconosciuti negli ultimi anni come markers biochimici tipici della malattia celiaca in età adulta.

Quindi a ben vedere non si tratta di casi di celiachia dalle modalità di presentazione "strana", insolita o addirittura rara, ma di forme che oggi, "da occhi esperti",  possono venire catalogate come forme con tipologia di presentazione clinica tipica .

Andando poi a verificare l'epoca di insorgenza dei sintomi che hanno condotto il paziente dal medico, ci siamo accorti che nei 45 casi in cui potevamo individuare con precisione quel periodo, ben 18 (40%) avevano avuto un esordio sintomatologico oltre il 65° anno di età. Dunque se è vero che celiaci si nasce, si può diventare celiaco in qualunque momento della vita!

Al momento non abbiamo dati di follow-up tali da poter avanzare delle ipotesi circa la durata della vita nei soggetti posti a dieta in età geriatrica…ma sicuramente abbiamo denotato nella maggior parte dei pazienti un miglioramento della qualità della vita, con recupero in taluni casi di capacità cognitive (documentate da opportuni test ed appropriate indagini strumentali) ormai date ineluttabilmente per perse.

Come si vede, l'iceberg della celiachia ha ancora tanti mondi da mostrare: ma la maniera più semplice di scoprirli, e quindi di porre diagnosi di celiachia, è ancor oggi quella di … pensarci!

Celiachia News 1

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