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Comunicato stampa.



ASSOCIAZIONE ITALIANA CELIACHIA
Alcune osservazioni critiche in merito al decreto sull'assistenza integrativa del 24 maggio 2001
Milano, 5 luglio 2001.

Il Ministero della Sanità ha recentemente varato un decreto legislativo che stabilisce nuove regole per l'assistenza integrativa, riferita ai prodotti destinati ad una alimentazione particolare per persone affette da malattie metaboliche congenite, tra cui la celiachia, compresa la variante clinica della dermatite erpetiforme.
Su un piano generale, le osservazioni dell'Associazione, sono di carattere sostanziale e formale.
- La prima emerge dalla valutazione della tendenza a ridurre l'assistenza a seguito dell'incremento delle diagnosi, non tenendo in alcun conto che il celiaco "trattato" costa al SSN molto meno di quello che non diagnosticato per lungo periodo. La diagnosi tardiva può causare gravissime complicanze (anche oncologiche) nel lungo periodo che, oltre ad aspetti morali, provocano spese sanitarie mediamente di 48.000.000 all'anno per ciascun caso.
- La critica formale si riferisce invece all'approvazione del decreto il giorno precedente alla dimissione del governo uscente, quando scarsa attenzione poteva essere attribuita ai particolarissimi contenuti del provvedimento.

Più in particolare, i punti critici individuati all'interno del decreto sono molti:
- Il decreto istituisce "centri di riferimento" accreditati per diagnosi, prescrizioni e controlli, del tutto insufficienti per una patologia tanto diffusa; in realtà la celiachia è ancora definita dal Ministero della Sanità quale malattia rara, mentre è verosimilmente considerabile come la seconda malattia cronica dieta-dipendente dopo il Diabete Mellito. AIC è pertanto fortemente critica sul fatto che, magari, un solo centro di riferimento regionale possa seguire un tale numero di pazienti.
- Il decreto riduce sensibilmente le quote dei prodotti dietetici per ogni fascia di età, ma soprattutto per le donne e per i bambini, senza alcuna distinzione per le donne in gravidanze e/o per i diversi stili di vita e le caratteristiche fisiche particolari; non prevede, inoltre, alcuna indicizzazione al costo della vita. AIC ritiene, perciò, che sia indispensabile meglio specificare cosa si intenda per "particolari esigenze nutrizionali", oltre a fissare un adeguamento percentuale dell'importo, per non avere, in pochi anni, una copertura irrisoria.
- Il decreto si esprime sulle modalità di erogazione dei prodotti, stabilendo che questa può avvenire attraverso: i centri di riferimento di cui sopra, i presidi USL, le farmacie convenzionate ed altri fornitori. AIC ribadisce (dopo averlo segnalato al Ministero della Sanità) l'assoluta necessità di affermare la libertà del celiaco di rifornirsi dove meglio crede, evitando l'obbligo (come avveniva in molte regioni con esperienze totalmente negative) di rifornirsi presso le strutture delle Aziende Sanitarie Locali, con meccanismi da tessera annonaria ed episodi di discriminazione, maltrattamento ed emarginazione dei celiaci.
- Infine AIC sottolinea che tale provvedimento legislativo non risolve in alcun modo i problemi di chi, viaggiando per studio e/o per lavoro, all'interno dello stesso territorio nazionale, vorrebbe rifornirsi di prodotti senza glutine fuori dalla propria regione di residenza. In tempi in cui il trasferimento delle informazioni è rapido e semplicissimo, non avere la possibilità di ritirare i propri alimenti essenziali in qualsiasi punto del territorio, pare cosa assurda ed anacronistica.

In Italia il morbo celiaco colpisce oltre 350.000, di cui solo 40.000 circa sono, ad oggi, diagnosticati. Questa malattia crea danni intestinali gravi, ed espone a molte patologie del sistema immunitario nonché ad alcuni tipi di tumore se il paziente non segue per sempre una dieta senza glutine. L'Associazione Italiana Celiachia, attiva da oltre 20 anni, ha l'obiettivo di far emergere quello che i medici ed i ricercatori definiscono "l'iceberg della celiachia", divulgando la conoscenza sulla malattia e, di conseguenza, favorendo le diagnosi.
Altro obiettivo dell'AIC è la tutela dei celiaci e dei loro diritti. E proprio per il raggiungimento di tale scopo ha attentamente valutato il decreto, evidenziandone le lacune e gli aspetti critici, tanto da prendere in considerazione la possibilità di ricorrere al T.A.R.

Ufficio Stampa AIC
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