Nell’attesa di una regolamentazione europea, dal 2024 i Paesi Bassi hanno introdotto una legge specifica per la gestione delle contaminazioni crociate da allergeni e l’uso delle diciture precauzionali in etichetta (“può contenere…”). L’obiettivo è sia quello di ridurre l’uso eccessivo e spesso poco informativo di questa scritta sia quello di renderla più affidabile per i consumatori allergici e celiaci. Il documento è stato elaborato dalla Federazione dell’Industria Alimentare Olandese (FNLI) e dall’organizzazione che rappresenta il settore della distribuzione alimentare nel Paese (CBL) su richiesta del Ministero della Salute, del Benessere e dello Sport dei Paesi Bassi (VWS). I contenuti sono stati sviluppati e validati con il contributo dell’Autorità Olandese per la Sicurezza Alimentare e dei Prodotti di Consumo (NVWA), delle aziende alimentari, delle associazioni di categoria e dei distributori affiliati a FNLI e CBL, nonché, nel ruolo di consulente tecnico-scientifico, Allergenen Consultancy, una società privata olandese specializzata nella gestione degli allergeni alimentari.
Il principio centrale è che la valutazione del rischio è obbligatoria e deve essere documentata e basata su soglie di riferimento scientifiche (Reference Doses), adottate dai Paesi Bassi secondo l’approccio Codex. L’aspetto interessante di questa norma e che si differenza dall’approccio adottato poi dalle linee guida definitive del Codex Alimentarius è che per il glutine/grano è prevista una unica dose di riferimento di 5 mg di proteine, mantenendo comunque il limite massimo di 20 mg/kg di glutine per gli alimenti senza glutine. In pratica, oggi in questo Stato membro UE un alimento deve riportare la scritta ‘Può contenere frumento/glutine’ se supera anche solo una di queste due soglie.
La norma è entrata in vigore il 1° gennaio 2024, ma è stato previsto un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2026 per consentire alle imprese di adeguare sistemi di gestione, valutazione del rischio ed etichette. Le informazioni disponibili indicano che l’implementazione richiede un lavoro significativo da parte delle aziende, soprattutto per la raccolta dei dati dai fornitori, la validazione delle pulizie e la revisione delle etichette. Diversi organismi tecnici e consulenziali segnalano che molte imprese sono ancora in fase di adeguamento. Dal 1° gennaio 2026 l’autorità olandese NVWA ha avviato i controlli ufficiali sull’applicazione delle nuove regole, verificando sia la correttezza delle diciture precauzionali sia le misure adottate per prevenire le contaminazioni crociate.
L’iniziativa spagnola
Anche la Spagna è intervenuta verso una maggiore chiarezza e uso armonizzato delle informazioni sul glutine e sulla contaminazione accidentale. Nel 2024 l’Agenzia Spagnola per la Sicurezza Alimentare e la Nutrizione (AESAN) ha pubblicato una guida nazionale sull’etichettatura degli alimenti che contengono cereali con glutine, con l’obiettivo di migliorare la chiarezza delle informazioni fornite ai consumatori e promuovere un uso più appropriato delle diciture volontarie. Ma soprattutto, nel dicembre 2025, ha diffuso una procedura per la gestione del contatto crociato di allergeni e l’uso della etichettatura precauzionale.
Queste linee guida, molto pratiche, descrivono una procedura non obbligatoria ma finalizzata a definire le condizioni che giustificano l’uso corretto dell’etichettatura precauzionale per la presenza non intenzionale di allergeni negli alimenti confezionati. Si basa sui recenti sviluppi internazionali, in particolare sulle linee guida del Codex Alimentarius e sui rapporti FAO/OMS. Introduce criteri basati sulla valutazione del rischio (dosi di riferimento e livelli di azione) per gestire le allerte e migliorare la comunicazione con l’obiettivo di garantire la tutela del consumatore e un’informazione veritiera e non fuorviante. Come la norma olandese, è finalizzata a evitare il rischio per il consumatore (sicurezza alimentare) e un uso eccessivo della scritta ‘può contenere’ (sicurezza nutrizionale). La sua elaborazione ha visto il coinvolgimento anche delle associazioni che rappresentano le persone con allergie e intolleranze alimentari.
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