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Salumi e insaccati sono alimenti permessi?

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Esiste la possibilità che il glutine sia presente in molti salumi e insaccati (cotti, crudi, freschi e/o stagionati), apportato da additivi, coadiuvanti tecnologici, aromi o da contaminazioni accidentali; è quindi necessario avere garanzie dal fornitore.

L’AIC consiglia il consumo di salumi o insaccati che riportino sulla confezione la dicitura “senza glutine”.

Ricordiamo ancora una volta che il prosciutto crudo, cui va però accuratamente tolta la sugna, cioè quell’impasto bianco-giallo presente dove non c’è cotenna, rimane l’unico salume senza rischi.

La sugna è infatti normalmente costituita da grasso, sale e farina (nel 75% dei casi di riso). Essa è asportata del tutto prima di affettare il prodotto e inoltre, anche qualora la farina fosse di frumento, non sussistono possibilità di penetrazione o di migrazione di glutine nella parte commestibile del prosciutto.

L’affettatura di salumi e insaccati è sicura?

In merito alla vendita a banco, nella GDO e nei negozi di generi alimentari in generale, di salumi e insaccati previa affettatura, AIC esclude rischi di tossicità per contaminazione dal contatto con affettatrici destinate ad uso promiscuo rispetto a salumi non riportanti il claim “senza glutine” in etichetta.

Ricordiamo che particolare attenzione va invece posta qualora il negoziante vicino alla macchina affettatrice dovesse manipolare pane per la sola vendita o per la preparazione di “panini imbottiti”, o ancora, siano presenti piatti pronti al consumo nei reparti di salumeria/gastronomia.

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