Bando FC 2015 Migliori Tesi di Laurea/Dottorato

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La Fondazione Celiachia (FC) intende premiare quelle che a suo giudizio rappresenteranno le migliori Tesi di Laurea e di Dottorato conseguite nel 2012 e nel 2013, nei seguenti ambiti di Ricerca:

  1. Malattia Celiaca
  2. Dermatite Erpetiforme
  3. Sensibilità al Glutine Non-Celiaca
  4. Allergie da Frumento

Lo scopo dell’iniziativa di FC è incoraggiare i giovani a intraprendere o continuare la strada della ricerca scientifica che li porterà ad arricchire il patrimonio culturale del Paese e a partecipare attivamente al futuro dei soggetti con celiachia. Il ruolo delle AIC Territoriali è fondamentale nel processo di diffusione del Bando presso gli Atenei e i Centri di Ricerca del territorio.

 

I Premi saranno assegnati con i seguenti importi:

€ 1.000 a ciascuna Tesi di Laurea

€ 2.000 a ciascuna Tesi di Dottorato

L’importo totale stanziato nel presente Bando è pari a € 10.000.

→     La Tesi di Laurea o di Dottorato deve essere stata effettuata presso un’Università Italiana, e conseguita nell’anno 2012 ovvero nell’anno 2013.

→     Ogni candidato può presentare un’unica Domanda con la propria Tesi di Laurea OVVERO di Dottorato.

→     I dettagli relativi alla partecipazione e ai settori disciplinari ammessi sono riportati nel Bando.


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Abstract delle Tesi di Laurea premiate

Di seguito si pubblicano gli estratti delle 3 Tesi di Laurea premiate con il Bando FC 2015

 

Tesi di Laurea:

INTOLLERANZA AL GLUTINE NON CELIACA (GLUTEN-SENSITIVITY): UNO STUDIO IN DOPPIO CIECO CONTROLLATO CON PLACEBO. ESPLORANDO UNA NUOVA ENTITÁ CLINICA

 

Il Tesista

tipologia della tesi e corso di laurea

durata del corso di laurea

Taormina Giuseppe, Università di Palermo, Medicina e Chirurgia

Sperimentale; Magistrale

6 anni

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Obiettivi della Tesi: quali sono i concetti su cui si basa la Tesi e cosa ha inteso studiare/dimostrare

La prevalenza della malattia celiachia (MC) in Italia è intorno all’1%, eppure sempre più persone ricorrono ai prodotti “gluten-free” pur non essendo affette da tale patologia. Numerosi pazienti, risultando negativi ai test per la MC (biopsie duodenali incluse), vengono etichettati come affetti da “sindrome dell’intestino irritabile” (Irritable Bowel Syndrome, IBS) ma, in molti casi, la loro sintomatologia trae giovamento da una dieta “gluten-free” (GFD). Questo lavoro si concentra su una nuova entità nosologica appartenente ai “gluten-related disorders” non provocata da meccanismi patogenetici noti (meccanismo autoimmune e/o allergico), la Gluten Sensitivity (GS).

Lo scopo di questo studio retrospettivo (2001-2011) è dimostrare l'esistenza della GS come entità clinica definita ed identificarne le caratteristiche cliniche, sierologiche ed istologiche potendo così distinguere pazienti affetti da GS da quelli affetti da IBS o da MC

 

Metodologia

Il "gold standard" diagnostico della GS è il “test di provocazione in doppio cieco controllato col placebo” (Double-Blind Placebo-Controlled Challenge, DBPCC), preceduto da dieta di eliminazione. Sono state analizzate le cartelle di 920 pazienti con diagnosi di IBS, in passato sottoposti a DBPCC per il grano. I pazienti positivi al test, hanno anche effettuato un DBPCC per le proteine del latte vaccino. Sono stati eseguiti dosaggi per IgG sieriche anti-beta-lattoglobulina, tipizzazione HLA-DQ e test citofluorimetrico di attivazione dei basofili (BAT). Nella maggior parte dei casi sono stati dosati gli anticorpi anti-endomisio del mezzo di coltura delle biopsie intestinali (EmA-biopsy) e nei pazienti sottoposti a colonscopia sono state effettuate biopsie random. I criteri d’inclusione erano sierologia ed istologia duodenale negativa per MC, test immunoallergici negativi per il grano, risoluzione dei sintomi sotto GFD e loro ricomparsa dopo DBPCC

 

Risultati

Dei pazienti presi in considerazione, 276 sono stati classificati come affetti da GS. A 70 pazienti (GRUPPO 1) è stata diagnosticata una GS isolata ed a 206 (GRUPPO 2) sono state diagnosticate ipersensibilità alimentari multiple, vista la risposta al DBPCC sia per il grano che per le proteine del latte vaccino. Il GRUPPO 1 ha mostrato una maggiore frequenza di anemia, calo ponderale, aplotipi HLA-DQ2/DQ8 e l’EmA-biopsy è risultato positivo in 1/3 dei casi (nessun positivo nel GRUPPO 2). Il GRUPPO 2 ha mostrato una maggiore frequenza di malattie atopiche, IgG sieriche anti-beta-lattoglobulina, positività del BAT ed all'istologia un frequente infiltrato eosinofilo

 

Aspetti di Originalità e Innovazione della Tesi

Questo studio ha considerato il più ampio gruppo di pazienti con GS a tutt’oggi pubblicato in letteratura, delineando due distinti profili clinici, sierologici ed istologici. Il primo (GRUPPO 1) con intolleranza isolata al grano e sintomi più simili ai pazienti celiaci, l’altro (GRUPPO 2) con poliintolleranze e caratteristiche più simili ai pazienti con allergie alimentari. La positività dell’EmA-biopsy in 1/3 dei casi con sensibilità isolata al frumento, consente di ipotizzare che una certa percentuale di questi pazienti potrebbe essere predisposta a sviluppare la MC in futuro. Interessante il BAT, che ha confermato un'elevata sensibilità per la diagnosi di GS in un sottogruppo di pazienti che potrebbero avere una forma di ipersensibilità al frumento non IgE-mediata

 

Conclusioni

La presenza predominante, nello studio, di pazienti con poliintolleranze e con caratteristiche simili alle allergie alimentari ha, probabilmente, condizionato i risultati dei saggi immunologici (positività degli anticorpi anti-gliadina [AGA] IgG, IgG anti-beta-lattoglobulina e BAT) e degli studi istologici (infiltrato eosinofilo nella mucosa duodenale e colica). Ad oggi, la diagnosi di GS è fondata su criteri d’esclusione e sul DBPCC non esistendo, ancora, un test laboratoristico specifico

 

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Tesi di Laurea:

PROBLEMATICHE DELLO SPORTIVO CELIACO

 

Il Tesista

tipologia della tesi e corso di laurea

durata del corso di laurea

Facchini Alex,

Università degli Studi di Verona,

Scienze delle attività motorie e sportive

Compilativa; Triennale

3 anni

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Obiettivi della Tesi: quali sono i concetti su cui si basa la Tesi e cosa ha inteso studiare/dimostrare

I casi di celiachia in Italia e nel mondo sono in costante aumento. L’unica cura ad oggi resta ancora una rigorosa dieta aglutinata. Evitando il glutine si evitano svariati problemi di salute anche gravi.

L’idea è quella di scoprire le abitudini dei soggetti celiaci che praticano sport, e dare alcuni consigli pratici e informazioni utili per gli sportivi celiaci

 

Metodologia

La tesi ha analizzato la dieta senza glutine da diversi punti di vista basati sulle attuali conoscenze scientifiche. Allo scopo è stato sviluppato un questionario.

 

Risultati

Alla luce delle informazioni raccolte, la dieta senza glutine non comporta limitazioni per chi pratica sport, sia a livello agonistico che a livello amatoriale. La dieta senza glutine può però avere risvolti psicologici che a loro volta potrebbero influire sul rendimento dello sportivo

 

Aspetti di Originalità e Innovazione della Tesi

La tesi mette a disposizioni consigli pratici e informazioni utili ai soggetti celiaci che praticano sport e da diversi spunti per possibili studi futuri per questa tematica

 

Conclusioni

Il soggetto celiaco dovrebbe consumare più spesso alimenti di origine naturale e moderare il consumo di prodotti preconfezionati industrialmente. Lo sport rappresenta un ottimo strumento di supporto per favorire l’adattamento sociale del soggetto celiaco

 

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Tesi di Laurea:

MALATTIA CELIACA E DEMINERALIZZAZIONE OSSEA IN ETÀ PEDIATRICA

 

Il Tesista

tipologia della tesi e corso di laurea

durata del corso di laurea

Cantaffa Teresa,

Università della Calabria,

Scienze Mediche – Patologia Clinica

Compilativa; Triennale

3 anni

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Obiettivi della Tesi: quali sono i concetti su cui si basa la Tesi e cosa ha inteso studiare/dimostrare

I sintomi della celiachia possono essere estremamente vari; accanto alla sintomatologia gastrointestinale più evidente esiste un’enorme varietà di sintomi extraintestinali.

Nel mio lavoro di tesi ho scelto di analizzare come le alterazioni della mucosa duodeno- digiunale tipiche della enteropatia da glutine favoriscono lo sviluppo di alterazioni del metabolismo osteo-calcico che, in alcuni casi, possono condurre al progressivo deterioramento del tessuto osseo, fino alla realizzazione di un quadro di osteopenia e/o osteoporosi

 

Metodologia

Molteplici sono i dati della letteratura scientifica che evidenziano che nei soggetti celiaci in dieta libera (alla diagnosi) la densità ossea è significativamente ridotta e che tende a normalizzarsi con la dieta priva di glutine.

All’analisi dei dati di letteratura si aggiungono alcuni dati preliminari ottenuti da un lavoro effettuato presso la Cattedra di Pediatria Università Magna Graecia di Catanzaro (centro regionale di diagnosi e follow-up della malattia celiaca) il cui scopo è stato quello di valutare la maturità ossea mediante l’osteonosonografia, nei pazienti celiaci di età compresa tra i 5 e i 18 anni, al momento della diagnosi e in seguito all’introduzione della dieta priva di glutine

 

Risultati

Dai dati forniti dallo studio effettuato dalla Cattedra di Pediatria Università Magna Graecia di Catanzaro, tutti i pazienti al momento della diagnosi hanno mostrato valori osteosonografici patologici.

Dall’indagine alimentare eseguita nel campione dei pazienti celiaci, si è confermata l’estrema importanza del calcio nella dieta: infatti, i valori erano patologici in tutti i pazienti esaminati, con maggiore coinvolgimento in quelli con dieta povera di calcio

 

Conclusioni

L'esclusione del glutine è essenziale per permettere la ricrescita dei villi intestinali e massimizzare l'assorbimento dei nutrienti essenziali, incluso il calcio. La rigida osservanza della dieta senza glutine, quindi, è un aspetto importante della cura a lungo termine e della prevenzione della demineralizzazione ossea. La dieta senza glutine deve essere, naturalmente, accompagnata da un’adeguata assunzione di calcio giornaliera (1000 g) e di vitamina D.

Il calcio è presente nel latte e derivati, tutti i tipi di formaggio, nelle verdure (soprattutto quelle a foglia verde) e nella frutta sia secca che oleosa. È consigliabile evitare o ridurre al minimo il consumo di alcol, caffè e altri alimenti acidi poiché sottraggono calcio dalle ossa.

La vitamina D è contenuta principalmente nel latte e tuorlo d’uovo e nel pesce come tonno e salmone, ma soprattutto nell’olio di fegato di merluzzo; per un giusto apporto occorre una regolare esposizione ai raggi solari, infatti, è soprannominata anche “vitamina del sole”.

È consigliabile, inoltre, un più ampio impiego della densitometria a ultrasuoni in età pediatrica per la valutazione clinica sia degli aspetti fisiologici che patologici del metabolismo osseo, anche in considerazione del fatto che può essere sostitutiva dell’età ossea con i RX.

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