Resoconto degli studi sull'immunologia della celiachia finanziati da AIC

Resoconto delle ricerche coordinate dal Prof. Gino Roberto Corazza 

Finanziamento AIC: 105 milioni di lire

La celiachia è l’unica malattia autoimmune di cui si conosce il principale fattore ambientale scatenante, ovvero il glutine. Più precisamente, ad attivare la risposta immunitaria sono una serie di antigeni, molecole non ulteriormente digeribili del glutine, che sono i “peptidi gliadinici”. Molti di questi frammenti possono essere definiti in gergo immunologico “epitopi”, ossia quelle piccole parti di antigene che vengono riconosciute dal sistema immunitario e, nel caso della celiachia, innescano il processo autoimmune. Tuttavia, non tutti i frammenti di glutine attivano il sistema immunitario, e non in tutti i soggetti celiaci; tra i frammenti in grado di generare una risposta, va poi sottolineato che ci sono molecole molto o poco efficaci in termini di attivazione. Ad esempio, il peptide A 31-49, o più semplicemente peptide A, è altamente tossico per il celiaci, sia in vitro (in laboratorio) che in vivo. Altri peptidi gliadinici invece, nonostante la loro analogia con il peptide A, non esercitano la stessa tossicità; alcuni di questi, inoltre, non attivando la risposta, potrebbero addirittura favorire la tolleranza, lo stato di non-reattività nei confronti del glutine.

      Alla fine degli anni novanta, con il supporto economico di AIC i ricercatori guidati dal Prof. Gino Roberto Corazza hanno intensificato i loro studi di immunologia cellulare volti a delucidare l’interazione tra i peptidi gliadinici e il complesso maggiore d’istocompatibilità di tipo II (MHC II), la struttura molecolare essenziale per la presentazione dell’antigene, e quindi per l’avvio della risposta immune; in aggiunta, questi ricercatori hanno anche cercato di comprendere come la tossicità immunologica dei peptidi gliadinici si potesse tradurre nel danno istologico e nella produzione di autoanticorpi (anti-tranglutaminasi e anti-endomisio).

Alcuni dei risultati significativi di questi studi sono stati oggetto di pubblicazione su due riviste internazionali:   

 - Alimentary Pharmacology & Therapeutics;

 - European Journal of Gastroenterology & Hepatology.

 

 

Resoconto delle ricerche coordinate dal Dott. Mauro Rossi

Finanziamento AIC: 95 milioni di lire


 Negli stessi anni, con un altro finanziamento AIC l’equipe del Dott. Mauro Rossi, dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione del CNR di Avellino, ha studiato sul topo la possibilità di indurre la tolleranza mediante somministrazione intranasale di gliadina.

In diversi modelli sperimentali, infatti, la somministrazione dell’antigene scatenante per via intranasale ha permesso di desensibilizzare le cellule (linfociti T) che coordinano la risposta autoimmune.

I risultati di questi studi, condotti in laboratorio su due modelli animali (topi BALB/c e topi transgenici per la molecola HLA-DQ8 associata alla celiachia) hanno dimostrato l’efficacia della strategia anche per il glutine e sono stati pubblicati su:

- Scandinavian Journal of Immunology;

- Immunology Letters

 

 

(testo a cura del Dr. Francesco Valitutti, del Prof. Gino Roberto Corazza e del Dott. Mauro Rossi)

 

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