Ricerca genomica nella celiachia

Genomic search in celiac disease

Autori: Greco L, Corazza GR, Babron MC,Clot F, Fulchignoni-Lataud MC, Percopo S, Zavattari P, Bouguerra F, Dib C, Tosi R, Troncone R, Ventura A, Mantovoni W, Magazzù G, Gatti R, Lazzari R, Giunta A, Perri F, Iacono G, Cardi E, de Virgilis S, Cataldo F, De Angelis G, Musumeci S, Ferrari R, Balli F, Bardella MT, Volta U, Catassi C, Torre G, Eliaou JF, Serre JL, Clerget-Darpoux F.

Rivista: American Journal of Human Genetetics. 1998; 62:669-75. 

Per chiarire il contributo di altri fattori genetici attraverso l’analisi dell’intero genoma, 110 coppie di fratelli celiaci sono stati arruolati in questo studio. Mediante prelievo di sangue periferico, da ogni paziente è stato isolato il DNA, poi amplificato e tipizzato attraverso tecniche di biologia molecolare (PCR). In seguito, grazie al modello statistico della massima verosimiglianza (maximum likelihood-score), è stato possibile stimare il grado di associazione dei vari loci genetici con la celiachia. Oltre alla ben nota associazione del locus per l’HLA, l’analisi ha rivelato che un certo grado di associazione statisticamente significativo è detenuto anche da regioni del braccio lungo del cromosoma 5 (5qter) e del braccio lungo del cromosoma 11 (11qter).

Nell’ambito dello studio, anche la forma clinica di celiachia, sintomatica o silente, è stata presa in considerazione dai ricercatori, per valutare se un diverso quadro genetico corrispondesse ad un dato comportamento sintomatologico. Su 110 coppie prese in esame, in 39 di queste ambedue i fratelli presentavano una forma sintomatica di celiachia; nelle altre 71 coppie, invece, uno dei due non aveva sintomi. Le analisi di associazione (linkage) condotte sulla regione 5qter non hanno fatto registrare differenze tra i fratelli sintomatici e quelli asintomatici; al contrario, nello studio è apparso esserci differenza tra sintomatici e non per quanto concerne la regione 11qter, anche se gli autori all’epoca hanno concluso che non si poteva asserire chiaramente l’esistenza di questa differenza, e che si sarebbe potuta anche riconsiderare del tutto l’implicazione di questo particolare locus sul cromosoma 11 nella celiachia.   

In conclusione, questo studio ha confermato, oltre al noto contributo dell’HLA, l’intervento di altri loci genetici non HLA (5qter) come fattori di rischio minori per la celiachia.

 

(testo a cura del Dr. Francesco Valitutti e del Prof. Luigi Greco)

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