Pubblicazioni scientifiche di rilievo - giugno 2017

  1. Gastroenterology  2017

 

MONITORAGGIO DELLA CELIACHIA: L’IMPERFETTA CORRELAZIONE TRA ANTICORPI E ADESIONE ALLA DIETA

Silvester JA, Kurada S, Szwajcer A, Kelly CP, Leffler DA, Duerksen DR.

Quanti celiaci non seguono realmente la dieta? In quanti casi persiste atrofia intestinale dopo la diagnosi? Come identificare le trasgressioni in modo accurato?

Nonostante gli avanzamenti conoscitivi sulla prevalenza della malattia, sui meccanismi immunitari e sui percorsi diagnostici, alcuni punti interrogativi rimangono

riguardo alle strategie di monitoraggio della celiachia dopo la diagnosi. È noto che la valutazione dell’adesione alla dieta non può solo basarsi sugli anticorpi

anti-transglutaminasi ed anti-endomisio monitorati periodicamente dopo la diagnosi. Entrambi questi anticorpi, infatti, potrebbero non essere abbastanza capaci

di indentificare trasgressioni importanti e ripetute, e quindi la loro negatività potrebbe comunque nascondere una persistenza - più o meno subdola - di danno intestinale.

A conferma di questo limite, è apparsa di recente anche una metanalisi, ovvero una sintesi di diversi studi clinici sull’argomento.

Sono stati presi in esame tutti i lavori pertinenti pubblicati fino al 2016 (per un totale di 442). Complessivamente, lo studio ha permesso di trarre queste conclusioni:

- nell’83% dei celiaci a dieta con gli anticorpi anti-transglutaminasi IgA negativi la mucosa si è normalizzata (e la dieta è quindi ben seguita!);

- nel 91% dei celiaci a dieta con gli anticorpi anti-endomisio negativi la mucosa si è normalizzata (e la dieta è quindi ben seguita!);

- purtroppo, solo il 45% dei celiaci a dieta ma con mucosa ancora danneggiata verrà indentificato grazie alla positività persistente degli antitranglutaminasi IgA durante il follow up; 

- purtroppo, solo il 50% dei celiaci a dieta ma con mucosa ancora danneggiata verrà indentificato grazie alla positività persistente degli EmA durante il follow up. 

  In conclusione, questa metanalisi ha confermato che gli esami sierologici (anticorpi) non sono perfettamente capaci di indentificare i casi in cui persiste l’atrofia della mucosa intestinale.

A questo proposito, è sicuramente auspicabile che un marker più accurato e possibilmente meno invasivo venga presto introdotto nella pratica clinica, affinché questo limite diagnostico

possa essere finalmente superato.

 

 2. Am J Epidemiol 2017 
INFEZIONI NELLA PRIMA INFANZIA E RISCHIO DI CELIACHIA
Beyerlein A, Donnachie E, Ziegler AG.
Pubblicato su American Journal of Epidemiology un altro lavoro sulle infezioni nella prima infanzia ed il conseguente rischio di sviluppare celiachia. 
Un gruppo di ricercatori tedeschi ha preso in esame i dati provenienti da un registro bavarese relativo a tutti bambini nati tra il 2005 ed il 2007.
 I dati contenevano informazioni su questa corte regionale di bambini sia per quanto riguardava le infezioni identificate che le successive diagnosi di celiachia. 
L’analisi statistica ha rivelato che il rischio di celiachia è risultato leggermente aumentato per i bambini che avevano avuto infezioni gastrointestinali e respiratorie 
nel primo anno di vita.
Ancora una volta viene identificata nella prima infanzia la finestra temporale in cui si gioca la cruciale partita tra tolleranza immunitaria ed autoimmunità. 
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