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Esiste una norma che tutela il celiaco nelle mense pubbliche?

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Sì, la legge 123/2005 prevede che “Nelle mense delle strutture scolastiche e ospedaliere e nelle mense delle strutture pubbliche devono essere somministrati, previa richiesta degli interessati, anche pasti senza glutine”.

La legge 123/2005 prevede che “Nelle mense delle strutture scolastiche e ospedaliere e nelle mense delle strutture pubbliche devono essere somministrati, previa richiesta degli interessati, anche pasti senza glutine”. I celiaci che usufruiscono del pasto presso una mensa di una struttura pubblica (luoghi di lavoro appartenenti alla Pubblica Amministrazione, mense per il personale negli ospedali e caserme, per esempio) o equiparabile (scuole private legalmente riconosciute, per esempio) hanno diritto, dietro richiesta, al pasto senza glutine. Con tale finalità, sono stati stanziati appositi fondi nazionali, che vengono distribuiti alle Regioni in base al numero di mense pubbliche presenti sul territorio. Questi fondi possono essere utilizzati sia per l’acquisto degli ingredienti senza glutine (pane, pasta, farine speciali) sia per attività di formazione rivolte agli operatori, sia per interventi sulle attrezzature delle cucine, con la finalità di garantire i pasti gluten-free. Sostanzialmente si sancisce il diritto del celiaco ad avere un pasto sicuro senza glutine nelle mense scolastiche e ospedaliere. Si precisa, a riguardo, che la nostra Associazione non svolge controlli diretti sulle mense, in quanto non essendo AIC un organo di controllo istituzionale, non può svolgere questo genere di attività a meno che non ci sia la volontà espressa della mensa/ristorante (come avviene con il progetto AFC) di farsi “ispezionare”. Tale compito spetta, invece, agli organi di controllo preposti. È comunque buona norma informare sempre l’AIC Locale di competenza territoriale di eventuali anomalie o criticità nei servizi di mensa pubblica, in quanto le nostre AIC Locali possono comunque svolgere un’attività di sensibilizzazione sia degli istituti scolastici sia delle aziende che si occupano di ristorazione collettiva, inviando segnalazioni, richiedendo incontri, offrendo la propria collaborazione e consulenza specifica in merito alla dieta senza glutine.

Mense in scuole parificate: le scuole parificate, come già detto, rientrano tra quelle strutture “pubbliche” contemplate dalla Legge 123/2005 e pertanto come tali devono garantire il pasto senza glutine al celiaco.

Mense universitarie: Le università di fatto dovrebbero ricadere nel campo di applicazione della legge 123/2005 in quando mense di strutture scolastiche private ma legalmente riconosciute. In genere i plessi universitari affidano, tramite appalto, il servizio mensa ad aziende di ristorazione collettiva e, nel capitolato d’appalto, dovrebbero essere compresi i pasti speciali in genere e quelli senza glutine in particolare. Può accadere che una mensa non sia attrezzata solo perché fino a quel momento nessuno abbia espresso l’esigenza di un pasto senza glutine, quindi è importante esplicitare per iscritto tale esigenza. Anche in questo caso a fronte di criticità o anomalie nei servizi è sempre bene contattare l’AIC Locale di riferimento territoriale che potrà offrire la propria collaborazione e consulenza specifica in merito alla dieta senza glutine.

Mense private/aziendali: La Legge 123/2005 non e applicabile invece alle mense delle strutture private, come le mense aziendali. Comunque molte sono le mense private che si sono già allineate e garantiscono questo servizio, grazie anche alla sensibilizzazione delle AIC Locali e delle organizzazioni dei lavoratori. Infatti è sempre possibile far valere un diritto universale che è il diritto alla salute, disciplinato dall’articolo 32 della Costituzione. Precisiamo che tutte le strutture di ristorazione, mense comprese, devono esporre almeno l’elenco ingredienti, con l’evidenza di tutti gli allergeni, compreso il glutine, presenti come ingredienti nel prodotto, ai sensi del Reg. 1169/2011 , che non regolamenta però il rischio di contaminazioni.

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