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Il vaccino antinfluenzale è raccomandato ai pazienti celiaci?

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Il Ministero della Salute raccomanda il vaccino influenzale a tutta la popolazione, indipendentemente da età e da fattori di rischio. Quest’anno, per i ben noti motivi, la raccomandazione è più forte degli altri anni.

Per favorire la copertura vaccinale, il Ministero ha convenuto con le Regioni/PA di identificare alcuni gruppi per età e patologie che lo possono avere gratuitamente.

Le Regioni e le PA possono, nell’ambito della loro autonomia, ampliare i gruppi di popolazione a cui offrire il vaccino gratuitamente, come per esempio ha fatto la Toscana, includendo celiaci e coloro che sono affetti da dermatite erpetiforme.

Ciò non significa che i celiaci abbiano un maggior rischio infettivologico: si rimanda, a questo proposito al già diffuso Rapporto ISS su COVID e Celiachia dove è stato ampiamente e dettagliatamente descritto che, da un punto di vista strettamente scientifico, i celiaci trattati e in assenza di attività di malattia (anticorpi anti-transglutaminasi negativi) non hanno un rischio infettivologico superiore alla popolazione generale, mentre i celiaci complicati o non trattati o con patologie auto-immuni hanno un rischio maggiore per alcune malattie infettive. Come sempre, in questi casi, la valutazione spetta al medico curante

Le politiche di sanità pubblica e prevenzione non sono una semplice trasferimento delle evidenze scientifiche, ma rispondono anche a principi di precauzione, oltre che di semplificazione di applicazione delle misure.

In conclusione, il vaccino influenzale resta raccomandato per tutta la popolazione italiana e se nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale o della PA, il celiaco ha la possibilità di riceverlo gratuitamente, è un’opportunità da cogliere.  

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