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Ruolo del recettore CB2 nella patogenesi della malattia celiaca e nella perdita di massa ossea ad essa associata

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studio in corso

Chiara Tortora, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Napoli

Borsa di Studio triennale

Studio sulla Celiachia
Area: Clinica

Background
La celiachia è una malattia autoimmunitaria scatenata, in individui predisposti, dall’ingestione di glutine (contenuto in cereali come frumento, orzo, farro etc) che provoca un’ infiammazione cronica dell’intestino, con conseguente malassorbimento di vitamine, tra cui la D, e di oligoelementi preziosi come il calcio, e può causare osteoporosi nel 60% dei casi. Un’alimentazione senza glutine per tutta la vita è attualmente l’unica cura possibile, ma questa è certamente una grossa limitazione. Sicuramente ogni celiaco desidera non dover avere più restrizioni alimentari.  Oltretutto una dieta senza glutine non è sempre sufficiente per ripristinare la massa ossea, infatti, un 30% dei celiaci continua a presentare osteoporosi. Sarebbe dunque auspicabile scoprire una cura alternativa alla dieta priva di glutine. L’attivazione del recettore cannabinoide di tipo 2 (CB2) ha un’azione sul sistema immunitario ed ha effetti anti-infiammatori. In uno studio precedente abbiamo dimostrato una significativa associazione tra una variante del gene CNR2, codificante per il recettore CB2, e la malattia celiaca, ed osservato un’aumentata espressione del recettore CB2 in biopsie intestinali di celiaci. Abbiamo inoltre già dimostrato, che farmaci che agiscono sul recettore CB2 possono ridurre la perdita di massa ossea associata a diverse patologie.
Obiettivi
Proponiamo di studiare il possibile coinvolgimento del recettore CB2 nella patogenesi della celiachia e nella perdita di massa ossea ad essa associata.
Metodologia
Valuteremo i possibili effetti anti-infiammatori e anti-osteoporotici di un composto che agisce sul CB2, in linfociti e macrofagi isolati da biopsie intestinali e in osteoclasti differenziati dal sangue periferico di pazienti celiaci. A tale scopo saranno utilizzate tecniche di biologia cellulare, biologia molecolare e biochimica.
Risultati attesi
Ci aspettiamo di identificare un nuovo bersaglio farmacologico in grado di ridurre la risposta infiammatoria indotta dal glutine e la perdita di massa ossea.
L’impatto dello studio sulla conoscenza e/o sul trattamento della malattia celiaca in termini di innovazione e originalità
Tale studio apporterà sicuramente nuove conoscenze sulla patogenesi della celiachia e sull’osteoporosi ad essa associata, analizzando il possibile coinvolgimento del recettore CB2, già noto per la sua capacità di regolare risposte infiammatorie e ridurre la perdita di massa ossea in patologie diverse dalla celiachia.
I benefici per il paziente nel medio o lungo termine
Fornire un’alternativa alla dieta priva di glutine e, nel contempo, contrastare l’ osteoporosi associata alla celiachia.
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