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Definizione e convalida dei biomarcatori per valutare la conformità alla dieta senza glutine nei pazienti celiaci

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studio in corso

Albino Coglianese, Università degli Studi di Salerno

Borsa di Studio triennale

Studio sulla Celiachia
Area: Epidemiologia

Lo scenario

Una dieta scrupolosa e permanente senza glutine (gluten-free diet, GFD) è l’unico trattamento ad oggi disponibile per i pazienti affetti da malattia celiaca. Tuttavia la trasgressione, volontaria o involontaria, nella dieta nel paziente celiaco è relativamente frequente (32,6-55,4%) ed i metodi disponibili per valutare l’adesione del paziente alla GFD non sono abbastanza sensibili per rilevare le trasgressioni occasionali della dieta, che comportano un danno alla mucosa intestinale del celiaco.

Obiettivi

Sviluppare un protocollo di analisi quali-quantitativa che valuti la non aderenza dei pazienti celiaci alla GFD attraverso la misurazione combinata in feci e urine di biomarcatori specifici per l’esposizione al glutine quali il peptide “33 mer” e specifiche classi di molecole (alchil-resorcinoli).

Metodologia

La tecnica analitica scelta per la quantizzazione dei biomarcatori, opportunamente estratti e isolati dalle matrici biologiche analizzate, è la cromatografia liquida ad alte prestazioni accoppiata a spettrometria di massa tandem (UPLC-MS/MS).

Risultati Attesi

Mettere a punto una metodica diagnostica facilmente eseguibile, volta a valutare l’aderenza del paziente celiaco alla GFD e che consenta di rilevare le eventuali distrazioni dalla dieta o l’assunzione involontaria di alimenti contaminati dal glutine (superiore a 20 ppm), in ogni occasione inclusa la comparsa di sintomi acuti.

L’impatto dello studio sulla conoscenza e sul trattamento della malattia celiaca in termini di innovazione e originalità

Il progetto potrebbe avere un impatto sul monitoraggio della patologia, il cui carattere innovativo risiede:
I) nella valutazione combinata di due diversi marcatori di esposizione al glutine presenti in matrici biologiche facilmente ottenibili e in assenza di prelievi invasivi, 
II) nell’utilizzo della spettrometria di massa, una metodica caratterizzata da elevata affidabilità e riproducibilità, e da un basso costo di analisi.

I benefici per il paziente nel medio o lungo termine

I biomarcatori analizzati rispondono correttamente alla necessità di un accurato monitoraggiodell’aderenza del paziente celiaco alla GFD, e potrebbero avere un ruolo anche nelle seguenti situazioni:

  • Rilevamento di involontaria assunzione di cibo contaminato dopo comparsa di sintomi acuti
  • Diagnosi precoce della celiachia e gestione della dieta in pazienti con celiachia refrattaria o non reattivi
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